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vostro puritanismo. È un’affettazione!... Dammi un po’ di fuoco, Carletto...» e si chinò su lui ad accendere la sigaretta. «Di un giovane disinvolto e spigliato che accavalla le gambe perchè così gli piace, e non va a cercare se sia o no una sconvenienza, voi me ne avete fatto uno sciocco tutto affettazioni e pose! Dio mio! ora non si bada più a certe stupide etichette!»

Carletto rideva con indolenza.

— «Mi piace di vedere con che calore te la pigli! Si direbbe che tu sia un giovane ammodo. Impara da me, cara Elisa: non vedi come sono tranquillo? Ho visto partire la sassata e sono rimasto fermo al mio posto.»

Filippo andò nell’altro angolo della sala a discorrere con miss Jane.

— «M’ha fatto dispetto, ecco!» continuò l’Elisa stizzita come una bambina. «Per me, lo confesso, un giovane come il suo giovane ammodo mi piace! Lo trovo franco, svelto: sono sicura che il suo carattere è pieno di slancio e di sincerità. Mi par che tutti dovrebbero essere così in questi tempi di libertà e di progresso. Sbaglio? ma davvero mi fa quell’effetto: e un giovane come quella doccia di Filippo...!»

— «Ah, ah! quella doccia!» esclamò Carletto.» Non t’è parso di veder il Rinaldi col suo fare stecchito?»

— «È vero!» rispose l’Elisa. «Conny, ammetterai almeno che il Rinaldi è terribilmente pesante!»