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MANOSCRITTO DI UN PRIGIONIERO


― 1833 ―

You smile? t’is better thus than sigh.
Byron.

V’è più ragione di ridere quando sei in fondo, che quando sei in cima; – almeno tu non temi più di dare la balta. Il riso dell’uomo felice può essere smentito da un punto all’altro. La Fortuna non fa contratti perpetui con nessuno. Il suo corso è a spirali, e non rettilineo. Oggi t’abbraccia, e ti mette sul capo un diadema; dimani ti taglia la testa, e la dà per balocco all’abietto, che faceva da sgabello ai tuoi piedi.


Epigrafe, che va per conto mio.

CAPITOLO I.

Il cervello dell’uomo appena è in istato di esercitare le sue funzioni può rassegnarsi in tre scuole. Di queste una infallibilmente ne conoscete, ― senz’altro le conoscerete anche tutte, perchè non sono arcani di astronomia; – son cose semplici, e dappertutto si sentono dire. Io nondimeno, a scanso di equivoci, mi stimo in dovere di nominarvele tutte e tre, secondo l’ordine naturale in cui giacciono fino dal principio dei secoli. Elle pertanto sono queste:

Scuola della Fede;

Scuola del dubbio;

Scuola dell’Incredulità.