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che onore, o tanto le tornavam sopra, che venisse perfetta, e sino al fine leggiadra. Come dunque il Petrarca, e chi lo legge ponno soffrire un principio bellissimo, e un finimento schifoso in tanti componimenti?

Del mar Tirreno alla sinistra sponda

Dove rotte dal vento piangon l’onde etc.

Chi crederebbe che, dopo ciò cada il Poeta in un rivo spingendolo Amore, e vi si bagni i panni, e quindi finisca:

Piacemi almen d’aver cangiato stile

Dagli occhi a’ piè, se del lor esser molli Gli altri asciugasse un più cortese Aprile?

Qual più nobile esordio di quello?

Qual mio destin, qual forza o qual inganno

Mi riconduce disarmato al campo Là ve’ sempre son vinto etc.

E qual chiusa più ridicola e fredda di questa?

Amor con tal dolcezza m’unge, e punge,,

Ch’ i’ nol so ripensar non che ridire,, Che nè ingegno nè lingua al vero aggiunge.

Noi fummo incantati poc’anzi da quell’altro sonetto sì delicato e sì vago

Onde tolse amor l’oro, e di