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138 Lettere

cara ombra consolandone in parte, se alcun senso là giugne de’ nostri affetti, con questo segno di fedele memoria. A consolarla però vie più dolcemente mi permettete di un poco parlarvi a suo nome, com’egli sovente di voi mi parlava, e com’egli pensa fors’anco e m’ispira.

Io mi protesto, o Miladi, che il vostro nome non pongo in fronte di questo libro per farvi onore o piacere, nè temer voi dovete d’incontrar nelle lodi solite darsi all’altre donne in istampa, e di cui sentono vanità. Intendo solo di far onore al vostro sesso e al nostro secolo presso gli uomini che verranno, i quali avran certo le donne del tempo nostro in pochissimo pregio, dovendo essi stare alle storie pubbliche de’ costumi presenti col testimonio degli scrittori or galanti, ora scenici, che mettono il loro studio in dipingere e mordere i femminili difetti. Perchè quai memorie nel vero nei costor libri, se pur tanto vivranno, quai ritratti vedrà l’ottocento delle femmine d’oggidì? Una vita molle ed inutile, una vita sciocca e puerile, i corteggi, i serventi, i galanti,