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clxxii introduzione

riesce sempre incolume, e con onore, per l’aiuto dell’uccello. Gli chiede tre castelli in aria, e l’uccello li fa fare di cartone, e trasportare in aria da tre grifi. Gli chiede che vada ad accecare una maga, che s’era impadronita del suo regno, e l’uccello fa compiere l’opera da una rondine. Gli chiede, infine, che vada ad uccidere un gran dragone, fratello della regina; e Miuccio, con un’erba datagli dall’uccello, addormenta il dragone, e poi l’ammazza. Con la morte del dragone muore la regina, la cui vita era collegata alla vita di quello, e dovrebbe essere bagnata nel sangue del dragone per risuscitare. Ma, in questo, Miuccio riconosce sua madre, e il re la piglia moglie, e l’uccello si muta in una bellissima giovane, che sposa Miuccio, e la regina morta resta morta.

Le somiglianze di questa fiaba con la leggenda di Siegfried, — dicono i Grimm — , sono evidenti. «La nascita segreta del bambino, il basso servigio presso il cuoco, ricordano la fanciullezza di Siegfried. Poi la vediamo aiutato da un uccello, che ci ricorda quegli uccelli, la cui lingua Siegfried conosce, e dai quali riceve ed accetta consigli. La regina adirata si riscontra con Brunilde, e nel tempo stesso con Reigen, ch’è quello che spinge Siegfried alla lotta col dragone. Il dragone è anche qui fratello della regina, e la vita dell’uno legata a quella dell’altro. Essa vuol essere bagnata nel suo sangue, come Reigen chiede il sangue del cuore di Fafner»1.



  1. Grimm, Kinder und Hausmärchen, III, 292-3.