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cxxxii introduzione

Il Pentamerone dell’edizione del Bulifon fu dedicato all’Eletto del Popolo, Pietro Emilio Guaschi.

Cinque anni dopo, se ne ebbe un’altra ristampa a Roma, il 1679, per Bartolomeo Lupardi1. E, a Napoli, lo ristampava il 1697, Michele Luigi Muzio2.

Anche le Muse napoletane ebbero varie ristampe durante il seicento; cioè nel 16433, nel 1647 Martorana, Not. cit., p. 13., nel 16694, nel 16785, nel 16936.


Queste molteplici edizioni, ed altre probabilmente ora ignote, provano che il Cunto de li Cunti era in quel tempo letto e piaceva. «Galantissimo ed amenissimo libretto, il quale è per le mani di tutti», scriveva il 1683



  1. Il Pentamerone ecc. (come nell’ed. 1674), all’Illustrissimo Sig. e Patron. Coll. il signor Giuseppe Spada, in Roma MDCLXXIX, nella stamperia di Bartolomeo Lupardi, stampatore Camerale (pp. 633 num., e 10 inn. a princ., e 3 in fine).
  2. Passano, l. c., che dice esservi un esemplare di quest’edizione nella Biblioteca Comunale di Bergamo.
  3. Le Muse Napoletane, Egloghe di Gian Alesio Abbatutis, In Napoli, per Camillo Cavallo, 1643, ad instanza di Salvatore Rispolo allo Spitaletto; pp. 141 num.
  4. In Napoli, per Gio. Francesco Paci, 1669. Ad istanza di Francesco Massari e Domenico Antonio Parrino Librari (pp. 143 num). È ded. a Peppo Monte, «miedeco azzellentissimo, e Poeta famosissimo».
  5. In Nap. ad istanza di Francesco Massaro, 1678. Ded. al signor Ciccio Montecorvino (pp. 136 num., più 8 inn. a princ).
  6. Pel Mollo, 1693. Ved. Martorana, o. c.,, p. 23.