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Libro Nono. 201

In ogni luogo si vedevano pitture d’Apelle, per tutto si scorgevano Statue nobilissime. Di passo in passo grondavano à basso acque profumate, & odorifere à meraviglia, preparate à tal effetto, che spruzzavano, & confortavano chiunque passava: parimente apparivano di quando, in quando diverse rapresentationi, che con mirabil artificio, & agevolezza facevano abbagliar gli occhi nel variar le scene, mostrando sempre diverse figure, sembianze, & spettacoli, degne d’un tanto huomo, acutto, & insigne nell’arte di giocoliere, come era Giorgio Alemano; Dunque per mezzo tanti apparati, de quali non habbiamo voluto tanto per minuto discorere, s’inoltravano eccitando allegrezza d’animo, le Trombe, Flauti, & altri musicali instrumenti, che rendevano grande armonia.

In questa guisa frà gli primarij portò in Castello, ove preparato un lauto, & superbo convito, accolse con grande cortesia le Matrone, Conti, Baroni, & altri Nobili, & Cittadini, invitati à quel Banchetto; & per passar con silentio il pranzo sontuoso, come à tutti noto, che fece la mattina veramente honorevole, & celeberrimo, diremo solamente alcune poche cose della Cena [Cena lautamente imbandita.] publicamente da lui fatta il primo giorno, che egli celebrò la sua prima Messa in Pontificale. Si disposero le mense sotto il Ciel aperto, nel giardino, sottoposto al Castello, luogo ampio, & spatioso, abbassate, & sparse per terra le viti, conforme comportava la stagione, distese con bel ordine le bellissime tapezzarie, in modo di diverse stelle, che rappresentavano forma rotonda, prohibendo l’aere pernitioso della notte.

Le camere poi congionte alli salvarobbe erano con magnifico ornamento preparate, gli muri coperti di telle dipinte, caminavano sopra gli tapetti incoloriti di finissima porpora di Tiro, la terra per ogni parte sparsa di Zaffrano, accese le Torcie da vento di cera, che sbandivano ogni sorte di tenebre, pareva di mezzo giorno, perche à guisa di raggi solari illuminavano ogni secretto cantone, in tanto, che non v’era bisogno di diurno splendore: [Ridutti da conviti.] furon fatte tre Camere superbissime per il Convitto, nella prima cenavano gli principali col Prencipe in veste di porpora Episcopale. Nel secondo le Dame nobilissime, invitate di lontani paesi, chiare per la ischiata, & lor puditizia, parente intime del Prencipe, con queste stettero molti nobili fratelli, o mariti, ò stretti lor parenti. Nella terza sentarono gli gentil’huomini Trentini, con le proprie mogli.