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LUDOVICO TINGOLI


I

INVOCAZIONE ALL’INTEMPERIE

     Ne’ boschi è l’idol mio: finché tu ridi,
invido ciel di chiare tempre adorno,
spegnere il pianto mio col suo ritorno
non è che la speranza egra confidi.
     Deh movi, austro gentil, dai mauri lidi
di sonore tempeste orrido il corno;
involvi d’atre bende i climi intorno,
porta in aria Nettun co’ flutti infidi.
     Spero tregua ai sospir sol dal tuo fiato,
luce a l’orbo desio dal tuo baleno,
pace dai tuoi tumulti al cor turbato.
     Sta la mia calma a tue procelle in seno,
sol da’ tuoi nembi attendo il sole amato,
solo da le tue nubi il mio sereno.