Capitolo 73
De la provincia di Tenduc

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Capitolo 73
De la provincia di Tenduc
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Tenduc è una provincia verso levante, ov’à castella e cittadi assai. È sono al Grande Kane, e sono discendenti dal Preste Giovanni. La mastra cittade è Tenduc. E de questa provincia è re uno discendente de legnaggio del Preste Giovanni, e ancora si è Preste Gianni, e suo nome si è Giorgio. Egli tiene la terra per lo Grande Kane, ma non tutta quella che tenea lo Preste Gianni, ma alcuna parte di quelle medesime. E sí vi dico che tuttavia lo Grande Kane à date di sue figliuole e de sue parenti a quello re discendente del Preste Gianni.

In questa provincia si truova le pietre onde si fa l’azurro molto buono; e v’à giambellotti di pelo di gamello. Egli vivono di frutti della terra; quivi si à mercatantie ed arti.

La terra tengono li cristiani, ma e’ v’à degl’idoli e di quelli ch’adorano Maccometo. Egli sono li piú bianchi uomini del paese e i piú begli e i piú savi e i piú uomini mercatanti.

E sappiate che questa provincia era la mastra sedia del Preste Gianni, quando egli signoregiava li Tartari e tutta quella contrada; e ancora vi stae li suoi descendenti; el re che la segnoreggia è de suo legnaggio. E questo è lo luogo che noi chiamiamo Gorgo e Magogo, ma egli lo chiamano Nug e Mungoli; e in ciascheuna di queste province àe generazione di gente [...] e in Mugul dimorano li Tartari.

E quando l’uomo cavalca per questa provincia 7 giornate per levante verso li Tartari, l’uomo truova molte cittadi e castelle, ov’è gente ch’adorano Malcomet, e idoli, e cristiani nestorini. Egli vivono d’arti e di mercatantie. Egli sanno fare drappi dorati che si chiama nasicci, e drappi di seta di molte maniere. Egli sono al Grande Kane.
E v’è una città ch’à nome Sindatui, ove si fa molte arti, e favisi tutti fornimenti da oste. E àe una montagna ov’è una molto buona argentiera. Egli ànno cacciagioni di bestie e d’uccegli.

Noi ci partiremo di qui e anderemo 3 giornate e troveremo una città che si chiama Ciagannuor, nella quale àe uno grande palagio che è del Grande Kane. E sappiate che ’l Grande Kane dimora volontieri i(n) questa città e in questo palagio, perciò ch’egli v’àe lago e riviera assai, ove dimora molte grue; e àvi uno molto bello piano, ove dimora grue assai, fagiani e pernici e di molte fatte d’uccelli. E per questo vi prende il Grande Kane molto solazzo, perch’egli fa uccellare a gerfalchi e a falconi, e prendono molti uccelli. È v’à 5 maniere di grue: l’una sono tutti neri come carboni, e sono molto grandi; l’altra sono tutti bianchi e ànno l’alie molto belle, fatte come quelle del paone, lo capo ànno vermiglio e nero e molto bene fatto, lo collo nero e bianco, e sono magiori de l’altre assai; la terza maniera sono fatti come li nostri la quarta maniera sono piccoli e ànno agli orecchi penne nere e bianche; la quinta sono tutti grigi, grandissimi, e ànno lo capo bianco e nero.
E apresso a questa città à una valle ove ’l Grande Kane à fatte fare molte casette, ov’egli fa fare molte cators, cioè contornici, e a la guardia di questi uccegli fa stare piú òmini. E àvine tanta abondanza che ciò è meraviglia; e qua(n)do lo Grande Kane viene in quella contrada àe di questi uccegli grande abondanza.

Di qui ci partiremo, e andaremo tre giornate tra tramontana e greco.