Lettere (Campanella)/XLIX. Ad Ascanio Filomarino (?)

XLIX. Ad Ascanio Filomarino (?)

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XLIX. Ad Ascanio Filomarino (?)
XLVIII. Al cardinale nipote Francesco Barberini L. A Marco Aurelio Severino
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XLIX

Ad Ascanio Filomarino (?)

Dopo aver domandato che si sbrighino i due negozi di cui ha discorso nella sua di tre giorni avanti, mostrandosi disgustato del Failla supplica si spingano lo Schopp, il Del Pozzo ed altri a parlare col pontefice, a presentargli il libro Del governo ecclesiastico e fare tutto ciò che potrá giovare al prigioniero.

Molt’illustre signor mio osservandissimo,

Di novo supplico a Vostra Signoria molto illustre che tratti quelli duoi negozi miei: l’uno è la licenza per fra Dionisio di Castelvetere che possa venir in Roma a trattar le cose mie, l’altro è il memoriale del padre generale al re cattolico che mi dimandi de parte la religione. E perché rispose duramente alla proposta dell’illustrissimo Barberino e mi finge nocente per non obligarsi a difender l’innocenza a tutto il mondo nota e da’ nemici [p. 209 modifica]confessata, per tanto supplico a Vostra Signoria che spinga il signor Scioppio a dirne una parola a Sua Beatitudine e che li presenti il libro mio Del governo ecclesiastico, che Favilla, perch’è sventurato d’animo, non vol farlo dopo un anno. E però non aspetti che lui solliciti; ma Vostra Signoria faccia questo favore con caldezza, insieme col cavaliere Del Pozzo. Resto al suo comando e li prego dal Signore quel ch’è meglio sempre. Amen.

Potrá Vostra Signoria altrimenti operare per questi effetti secondo la sua prudenza. Mi doglio che del Reminiscentur son venute le copie a Napoli, e va per tutto e se ne serveno come di cosa propria, e Favilla non voi trattare per la stampa. Però è necessario venga fra Dionisio.

Napoli. 13 d’agosto 1624.

Di V. S. molto illustre
servitore affezionatissimo
Fra Tomaso Campanella