Le rime di M. Francesco Petrarca/Sonetto XXIV

Canzone VII Sonetto XXV

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SONETTO XXIV.


Q
Uesta anima gentil che si diparte

     Anzi tempo chiamata all’altra vita;
     Se lassuso è, quanto esser de', gradita;
     4Terrà del ciel la più beata parte.
S’ella riman fra ’l terzo lume, e Marte,
     Fia la vista del Sole scolorita,
     Poi ch’a mirar sua bellezza infinita
     8L’anime degne intorno a lei fien sparte.
Se si posasse sotto al quarto nido,
     Ciascuna delle tre saria men bella,
     11Ed essa sola avria la fama, e ’l grido.
Nel quinto giro non abitrebb'ella:
     Ma se vola più alto, assai mi fido
     14Che con Giove sia vinta ogni altra stella.