Le rime di M. Francesco Petrarca/Sonetto CLXI

Sonetto CLX Sonetto CLXII

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SONETTO CLXI.


L
’Aura gentil che rasserena i poggi

     Destando i fior per questo ombroso bosco,
     Al soave suo spirto riconosco;
     4Per cui convien che ’n pena, e ’n fama poggi.
Per ritrovar ove ’l cor lasso appoggi,
     Fuggo dal mio natio dolce aere Tosco:
     Per far lume al pensier torbido, e fosco,
     8Cerco ’l mio Sole; e spero vederlo oggi:
Nel qual provo dolcezze tante, e tali,
     Ch’Amor per forza a lui mi riconduce;
     11Poi sì m’abbaglia, che ’l fuggir m’è tardo.
Io chiedre' a scampar, non arme, anzi ali:
     Ma perir mi dà ’l ciel per questa luce;
     14Chè da lunge mi struggo, e da press'ardo.