Che dopo Compieta niuno deve parlare. CAP. 42.°

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Che dopo Compieta niuno deve parlare. CAP. 42.°
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Che dopo Compieta niuno deve parlare.

CAP. 42.°


In ogni tempo i monaci devono guardare il silenzio, ma molto più nelle ore di notte. E perciò in ogni tempo, sia di digiuno, sia di doppio pasto, se avranno pranzato nella mattina, la sera, subito che si saranno alzati da cena, siedano tutti in uno stesso luogo, e uno legga le Collazioni o vite dei Padri, o altro libro ch’edifichi gli ascoltanti: non però i sette libri storici o quelli dei Re. Perchè in quell’ora non sarebbe utile alle menti deboli udire quella Scrittura; in altre ore però si leggano. Se poi fosse giorno di digiuno, detto il Vespro, dopo breve intervallo, vadano alla lezione delle Collazioni, come s’è detto; e leggansi quattro o cinque fogli, sin quanto basta che vengan tutti, intanto che dura la lezione; e [p. 84 modifica]ciò per il caso che fosse alcuno occupato nel lavoro commessogli. E così, ragunati tutti, dicano l’officio di Compieta. Uscendo poi da compieta, a niuno più sia lecito parlare con chicchessia. Che se si troverà alcuno prevaricare contro questa regola di silenzio, sia sottoposto a gravi pene: salvo che sopravvenissero ospiti, o l’Abbate comandasse qualche cosa ad alcuno. Però anche in questo caso, tutto si faccia onestissimamente, con somma gravità e moderazione.