La dolce vista e 'l bel guardo soave (Lucas)

Cino da Pistoia

XIII secolo Indice:The Oxford book of Italian verse.djvu Poesie Duecento La dolce vista e 'l bel guardo soave Intestazione 27 febbraio 2022 100% Poesie

Questo testo fa parte della raccolta The Oxford book of Italian verse


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L
A dolce vista e ’l bel guardo soave

De’ più begli occhi che lucesser mai,
               3Ch’i’ ho perduta, mi fa parer grave
               La vita sì, ch’io vo traendo guai;
               E ’n vece di pensier leggiadri e gai
               6Ch’aver solea d’Amore,
               Porto desii nel core
               Che nati son di Morte,
               9Per la partita che mi duol sì forte.
          Ohimè! deh perchè, Amor, al primo passo
               Non mi feristi sì ch’io fussi morto?
               12Perchè non dipartisti da me, lasso!
               Lo spirito angoscioso ched io porto?
               Amor, al mio dolor non è conforto;
               15Anzi, quanto più guardo,
               Al sospirar più ardo,

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               Trovandomi partuto
               18Da quei begli occhi ov’io t’ho già veduto.
          Io t’ho veduto in quei begli occhi, Amore,
               Tal che la rimembranza me ne occide
               21E fa sì grande schiera di dolore
               Dentro a la mente, che l’anima stride
               Sol perchè Morte ormai non la divide
               24Da me: come diviso
               mi trovo dal bel viso
               E d’ogni stato allegro,
               27Pe ’l gran contrario ch’è tra ’l bianco e ’l negro.
          Quando per gentil atto di salute
               Ver bella donna levo gli occhi alquanto,
               30Sì tutta si disvìa la mia vertute,
               Che dentro ritener non posso il pianto,
               Membrando di madonna, a cui son tanto
               33Lontan di veder lei.
               O dolenti occhi miei,
               Non morrete di doglia?
               36Sì per vostro voler, pur che Amor voglia.
          Amor, la mia ventura e troppo cruda,
               E ciò che ’ncontran gli occhi più m’attrista:
               39Dunque, mercè! che la tua man li chiuda
               Da c’ho perduto l’amorosa vista,
               E quando vita per morte s’acquista,
               42Gli è gioioso il morire:
               Tu sai dove dê gire
               Lo spirto mio da poi,
               45E sai quanta pietà s’arà di voi.
          Amor, ad esser micidial pietoso
               T’invita il mio tormento:
               48Secondo c’ho talento,
               Dammi di morte gioia,
               Sì che lo spirto almen torni a Pistoia.