Il libro dell'arte/Capitolo LXIV

Capitolo LXIV

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Capitolo LXIV.

In che modo si fa pennelli di vaio.


Nell’arte è di bisogno adoperare due ragioni di pennelli: cioè pennelli di vaio, e pennelli di setole di porco. Quelli di vaio si fanno per questo modo. Togli códole di vaio (chè di nessun altro son buone); e queste códole vogliono essere cotte e non crude. E i vaiai tel diranno. Abbi questa tal coda: prima tirane fuori la punta, che sono peli lunghi; e asuna le punte di più code, chè da sei o otto punte ti farà un pennello morbido da potere mettere d’oro in tavola, cioè bagnare con esso, come dinanzi ti mosterrò. Ritorna pure alla tua coda, e recatela in mano: e togli i peli del mezzo della coda, i più diritti e più sodi, e a poco a poco ne fa’ cotali particelle; e bagnali in uno mugliuolo di acqua chiara, e a particella a particella gli premi e strigni con le dita. Poi gli taglia con forbicine; e quando ne hai fatto più e più parti, asunane insieme tante, che facci di quella grossezza che vuoi i pennelli; tali che vada in [p. 42 modifica]bucciuolo di avvoltoio; tali che vada in bucciuolo di oca; tali che vada in bucciuolo di penna di gallina o di colombo. Quando hai fatte queste sorte, mettendole insieme ben gualive l’una punta pari dell’altra, togli filo o seta incerata, e con due groppi, o ver nodi, legale bene insieme, ciascuna sorta per sè, secondo vuoi grossi i pennelli. Poi togli il tuo bucciuolo di penna corrispondente alla quantità legata de’ peli, e fa’ che il bucciuolo sia aperto, o ver tagliato da capo; e metti questi peli legati su per lo detto cannello, o vero bucciuolo. Tanto fa’, che n’esca fuora, delle dette punte, quanto puoi premerle di fuora, acciò che il pennello venga sodetto; chè quanto vien più sodo e più corto, tanto è migliore e più dilicato lavorìo fa. Fa’ poi un’asticciuola d’árgiere, o di castagno, o d’altro legno buono; e falla pulita, netta, ritratta in forma di un fuso, di quella grossezza che vada a stretto nel detto cannello, e fa’ che sia lunga una spanna. E hai come si dee fare il pennello di vaio. È vero che i pennelli di vaio vogliono essere di più ragioni: sì come da mettere d’oro; sì come lavorare di piatto, che vuole essere un poco mozzetto colle forbicine, e arrotato un poco in sulla pría proferitica, tanto che si dimestichi un poco; tale pennello vuole essere appuntato con perfetta punta per profilare; e tale vuol essere piccinin piccinin, per certi lavori e figurette ben piccole.