Il cavallarizzo/Libro 2/Capitolo 6


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Cap. 6. Come si dee seguitare nelle lettioni ordinarie il poledro


Ho fatto così lunga digressione in questi tre modi di ammaestrar il cavallo per dimostrare, che se ben l’uso d’hoggi è di fare il cavallo in due ruote, dalle quali uscendosi, si va à parare per dritto, lontano da quelle un giusto repelone; & ivi in una sol ruota far quello, che noi volgiamo, à cavalli principianti massime, & che non sanno si faccia in tre; si può fa anco il cavallo in altre guise, & modi. Che non si va à Roma, sol per un sentiero. Ne anco à tutti è concesso l’ire a Corinto. Pigli mò il lettore, & il cavaliere quella via, che più ghi aggrada, e che più gli parerà migliore, più facile, & presta per condurre il suo cavallo à perfettione. Hor ritornando alle lettioni donde noi lasciamo il poledro, vi dico, che di poiche lo havrete ridutto à sicurezza buona, e che intenda bene le ruote grandi, & piccole, & va in canone, lo devete trottare, prima che’ntriate nelle ruote, per dritto in una maesa quanto saria una piccola carriera, nel capo della quale lo dovete parare pian piano; di modo che venghi à fermarsi da se à se. Perche in questo modo, & massime se tenerete le corde del capezzone ugualmente tirate, verrà col collo più giusto; & con la testa più ferma. Et in questo lo continuarete tanto, che vi parà, che sia ben fermo, & giusto nel parare. Usando nelle sopradette lettioni di batterlo manco, che sia possibile. Ma se non parasse per dritto, & giusto, come si deve, voi all’hora senza girarlo all’altro capo della carriera, devete cacciarlo innanzi mezzo repelone, et tornare a pararlo, aiutandolo, come si deve con la mano del capezzone più che con altro, e tirarlo così al segno: che ben parerà per dritto, & se aggiusterà; e se non così bene in quel luogo; nell’altro più innanzi; e nell’altro vi riuscirà migliore. Et lo havrete più presto, & meglio con la patientia in questo, & in ogn’altra cosa, che vorrete da lui, che con altro. Dipoi potrete andarvene alle lettioni solite nelle quali lo havrete essercitato, & ivi travagliarlo tanto che basti. Raccomandandovi però, che sempre debbiate lasciare il vostro cavallo in buona lena, & nella sua buona volontà. Che in questo modo non vi si ributerà mai cavallo & sempre lo mantenerete sano. Nondimeno se’l cavallo vi facesse disordine sotto, devete tanto sollecitarlo, & travagliarlo, fin che vediate, che faccia bene, quello, che da lui desiderate. Come sarebbe à dire, se non parasse giusto, & con la testa ferma, & posta al suo devere, voi devete tanto nel parare sollecitarlo, che venghi à farlo come si conviene all’essere suo. Il medesimo dico di tutte l’altre lettioni, che se gl’appartengono. Perche altrimenti facendo, saria error grande, & incorrerete nel contrario di quello, che desiderate dal cavallo.