Anonimo

1834 Indice:Scherzi poetici di vari celebri autori italiani e veneziani.djvu Poesie Letteratura Il Quagliotto Intestazione 3 dicembre 2014 100% Da definire


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D’IGNOTO


Il Quagliotto


      Consigliere stimatissimo,
È proverbio vetustissimo,
Che la lingua spesso suole
Batter dove il dente duole;
Compatite dunque in grazia
Se vi narro una disgrazia.
      Un Quagliotto, Consigliere,
Cantar sento da più sere,
Che al mio povero tugurio
Far che porti il mal augurio.
     Un Quagliotto, mio signore,
Per dir vero professore,
Ma che par che a mio dispetto
Canti allor che vado a letto.
     Anzi in lui l’idea par nata
D’una eterna serenata,
Perchè canta a me d’intorno
Sino all’ore sei del giorno.

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     Questa qui che non la sia
Che una pura cortesia,
Ch’ei lo faccia ad onor mio
Sì lo veggo, il credo anch’io.
     Che chi sa che in cose tali
Son cortesi anco i stivali,
Ma togliendomi il dormire
Mi farà, per dio! morire
     Io morir per un quagliotto?
Vo’ piuttosto il viso rotto,
Vo’ che m’odi e Nice e Clori,
Vo’ gli artritici dolori.
    Fosse almeno una quagliotta
Di tal canto resa edotta,
Tirerei da buon vicino
Tutto il sesso femminino.
    Ma un quagliotto che non sa
Che far cinque pal pa là,
Turbar deve il sonno mio?
Ah no, poi, ma no per dio!
    Questa qui non la fo buona;
Io son ottima persona,
Lascio fare, lascio dire,
Ma desidero dormire

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     E son fitto nel proposto,
Se costui non tace tosto
Allo sparo del cannone
Di sedermi sul verone.
     Intuonando fra l’oscuro
Un a solo col tamburo;
Gridi pure il vicinato
La risposta ho preparato.
     La risposta sentenza
Nata in simile vertenza
Che può far, spuntato il sole,
Ciascheduno quel che vuole.
     Il quagliotto dunque taccia;
Sua eccellenza si compiaccia
Prepararsi fra l’oscuro
All’a solo col tamburo.