Il Parlamento del Regno d'Italia/Francesco Caccia

Francesco Caccia

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Giacinto Carini Cesare Trabucco
Questo testo fa parte della serie Il Parlamento del Regno d'Italia

[p. LXVIII modifica]Francesco Caccia.

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Nato a Novara il 31 maggio 1789 da Pietro Ambrogio e dalla signora Tornielli dei conti di Vergano, studiò legge nell’università di Pavia, ove ebbe laurea nel 1811.

Intrapresa la carriera amministrativa come alunno nella prefettura del dipartimento d’Agogna sotto il regno d’Italia Napoleonico, fu nominato nel 1817 vice-intendente generale nella divisione di Genova, quindi promosso due anni dopo ad intendente della provincia di Pinerolo, poscia nel 1824 creato consigliere presso la regia commissione di liquidazione in Torino.

Insignito nel 1828 del titolo, grado ed anzianità di intendente generale, fu nominato regio commissario presso la commissione diplomatica riunita in Milano, ad eseguire le disposizioni dell’atto finale del troppo [p. 278 modifica]celebre Congresso di Vienna, adoprandosi anche in quell’occasione perchè si ultimasse il ponte in pietra sul Ticino, detto di Bufalora.

Dal 1831 al 1852, in cui con decreto reale venne elevato alla dignità di senatore del regno, fu reggente dapprima l’ispezione generale del regio erario, quindi ispettore generale effettivo.

Dopo avere di tal guisa il conte Caccia fornita una carriera amministrativa delle più onorevoli ed attive, chiese ed ottenne il ben meritato riposo nel 1855, riposo peraltro che non fu ozioso, dacchè spesso il governo giovasi ancora dei lumi e dell’operosità del nostro protagonista in più d’un’occasione.

Così lo vediamo nel 29 maggio 1853 essere chiamato a far parte, in qualità di membro, della Commissione creata ad attivare l’esecuzione della legge relativa ai mutui dei cittadini sardi domiciliati in paese e colpiti dall’iniquo sequestro di che furono gravati dal governo austriaco con proclama del 13 febbrajo di quel medesimo anno.

Così fu membro pure del consiglio generale del debito pubblico, e ciò a datare dal gennajo 1858 a tutto il 1858, e fu membro eziandio del consiglio di amministrazione della strada ferrata da Torino a Novara qual rappresentante il governo e commissario del medesimo nelle assemblee generali degli azionisti.

Il conte Caccia è commendatore dell’ordine Mauriziano.