Il Misogallo (Alfieri, 1903)/Epigramma XIV

Epigramma XIV

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Prosa quarta. Dialogo fra un uomo libero ed un liberto Sonetto XXVII

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EPIGRAMMA XIV.

11 ottobre 1794.

Fra Re signori e Re villani, corre
Diversità non lieve,
Benchè un flagel d’Iddio, perenne, e greve,
Sien gli uni e gli altri, e vivano del torre.
Chi, nato in trono, non conobbe uguali,
Spesso è il minor di tutti,
Ma il peggior, no; perchè dai vizj brutti
Lo esenta in parte il non aver rivali.
Ma chi povero, oscuro e vil si nacque,
S’ei mai possanza afferra,
La lunga rabbia che repressa tacque,
Fa che a tutti i dappiù muova aspra guerra.

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Allor la invidia e crudeltà plebea,
De’ Grandi l’arroganza,
Immedesmate entro una pianta rea,
Forman lo scettro orribile di ferro
D’un Re, che in capo ha il pazzo, in cor lo sgherro.