Il Conte Rosso/Prologo/Scena terza

Prologo

Scena terza

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Challant, Seyssel.


Seyssel
Tu rimani, Challant? Salgono in sella
I buoni savoiardi.
Challant
Il mio cavallo
Non sostiene di starsi inoperoso
Spettator dell'agone.
Seyssel
Nella loggia
Real...
Challant
Non amo la folla.
Seyssel
A tua posta.

S'avvia, poi torna.

Pur mi duole vederti indifferente
Alle patrie fortune.
Challant
Io guardo il mondo
Co' miei occhi.
Seyssel
E mi duol che dal comune
Pensar tu solo dissenta.
Challant
Son pago
Della mia solitudine.

Squillo di trombe all'interno.

Seyssel
La giostra
Incomincia. Vassallo, il tuo signore
È in armi.
Challant
Il mio signore!... un paladino
Della leggenda, uscito dalle tavole
Alluminate d'un salterio, a viva
Mostra di morti costumi! Un eroe
Da caroselli e da Corti d'amore!
Seyssel
Un valoroso!
Challant
Che non sa regnare!
Vuol ben altro Savoia che fioriti
Vincitor di tornei, proponitori
Delle spavalde sfide onde un novizio
Fa del blasone finestra. Né ai colpi
Scambiati cogl'Inglesi, i Vallesani
Porranno l'ire, né il furbo marchese
Di Monferrato le insidie. Un cadetto
Cerchi nome giostrando: in Amedeo
Vive, qual egli sia, tutta Savoia.
Ben provvide suo padre a dispogliarlo
D'ogni efficace autorità.
Seyssel
In favore
Di Bona di Borbone!
Challant
Iddio la serbi
Lungamente allo Stato.
Seyssel
Tu stai dunque
Per Bona, tu?
Challant
Sto per chi regna.
Seyssel
E usurpa.
Challant
Stolto ei che lo patisce; io non m'arrogo
Difendere quel dritto ch'egli stesso
Abbandona. Egli piega alla tutela
L'adulta fronte, e al suo piacer m'inchino
Quando l'ho per pupillo. È valoroso!
Il mercenario venturier non mette
Contro un colpo di dadi la sua vita?
Il senno è gloria dei potenti.
Seyssel
Lascia
Che la fiorente gioventù fecondi
Nell'arme il frutto del saper, che il largo
Sole dei campi lo maturi! Il senno
Vien da coscienza di potere, e Bona
Crebbe il figliuolo ad ignorar se stesso.
Ch'ei si conosca e regnerà.
Challant
E se cade?
Se degl'Inglesi, esercitati all'armi
E provetti nei campi, un sol prevale,
Che poter sarà il suo? Vinto in cercata
Temeraria battaglia, avrà dinanzi
Beffeggiatrice la rivolta, e mille
Prodigi di valor non basteranno
A levar della prima onta il sigillo.
Guai le glorie che scemano!...

Squilli di tromba all'interno.

Voci

all'interno.

Savoia!
Viva Savoia!
Seyssel
Non scema, non scema,
Challant... Li ascolti? È superato il primo
Scontro, vince il pupillo e in faccia a tutti
I baroni di Francia e d'Inghilterra
Il rosso pennoncello agita al vento
La croce vittoriosa, e intorno echeggia
Il caro nome del mio Sire. Vieni:
In quelle grida festose odo l'eco
Delle natìe montagne e dei sognati
Trionfi; vieni: un giorno ai nostri figli,
Di questa giostra curiosi, amaro
Ci sarà dire: «Io non la vidi!» Ancora
Ti rimani? Sii cauto. Un gran sospetto
Od una gran calunnia ti colpisce.
Temi il periglio del Conte o il trionfo
Del marito?
Challant
Tu menti.
Seyssel
Non affermo,
Chiedo. Parteggi per Bona. Ma v'hanno
Due Bone di Savoia: una, la grande
Contessa, imperiosa, incaparbita
Nella sua signoria, sol donna in questo:
Ch'ebbe un figliuol cui non fu madre mai;
L'altra, giovine, bella, lusinghiera,
Dell'arti dello Stato indifferente
Quanto maestra delle femminili,
E più amante di sé che del marito.
Challant, qual delle due servi?
Challant
Di quanto
Distano la tua lingua e la tua spada?
Seyssel
Fiacca risposta.
Challant
La sola che calzi
Alla calunnia.
Seyssel
Non celarti. Tu ami
Come un forte qual sei: miseramente.
Tu sai qual vana femmina ti allaccia,
Sai ch'essa esulta della tua caduta,
Fredda di sensi e di cor, che ti vede
Combatter fra il suo amore ed il rispetto
All'insidiato sire, e nell'angoscia
Che ti rode le oziose ore diverte.
Tu non isperi, la disprezzi e l'ami.
Ti ho visto impallidire ad un suo sguardo,
Ammutirti a un suo cenno, ed a notturni
Galoppi uscir pei campi quando a sera
Il bel corpo, guardandoti, inclinava
Sul braccio del marito: una promessa
Di acute voluttà che non mantiene.
La gran Contessa intanto a sé procaccia
Coll'arti della nuora, e sa che, avverso
Ad Amedeo, per lei parteggi. Il figlio,
Suo legittimo sire, odia e di Stato
E di casa e d'amici lo diserta.
Vedi a chi servi?
Challant

porgendo l'orecchio.

Che tumulto! Senti...
E or che orrendo silenzio! Nell'arena
È passata la morte!
Seyssel
Oh Dio!
Challant
Va, corri...
Io non ho core di vederlo ucciso.
Seyssel

guardando dal palco reale verso la lizza.

Sono vivi... combattono senz'armi...
Si abbracciano... si squassano tremendi
Per vuotare le selle... O Dio! L'Inglese
Ha più alto cavallo... Anche i cavalli
Si mordono... Amedeo, ritto, si pianta
Sulle staffe... È perduto!...
Challant
Ah!
Seyssel
Si divincola...
Si scioglie... abbranca... sprona... fugge... Il conte
Di Arundello è caduto.

Squillo di tromba.

Voce d'Amedeo

all'interno.

A me Savoia!
Voci
Viva Savoia!
Challant

a Seyssel.

Ha vinto! Ha vinto! Oh l'ansia,
Come allunga l'istante! Il mio signore
Ha vinto! Dimmi, era bello, n'è vero
Nell'eterno momento? Io l'ho veduto
Torreggiare nel ciel più fiammeggiante
Che spada al sole. Tu m'hai letto in core:
Amo Bona; ma il cuor mi si divide
Fra il rimorso e l'amor, potenti entrambi
E maligni del par. Quando la vedo
Così gelida e bella, essa mi appare
Come la fata delle mie ghiacciaie.
Me la fingo dai gioghi alti discesa
Dove l'uom non respira e dai silenzi
Inconturbati dell'immensa neve.
Ma il sol dissolve quelle nevi, il sole
Squaglia quei ghiacci, che scendono a valle
Gorgogliando nei botri e ribollendo
Come pece infuocata. Oh! s'io potessi
Squagliar così di quelle membra il gelo
E soffiarvi l'inferno, e moribondo
Disseccarmi le vene a quel bollore!
Se Amedeo fosse un uom! Ch'egli combatta
Da forte, non mi cale, anch'io combatto
Da forte: un uom di senno e di volere!
S'io potessi pensar che troveranno
Tutela in lui le costumanze, i patti,
Il pacifico dritto e la ragione
Delle genti e l'onor della sua Casa!
Se dovessi inchinarlo, non sovrano
Per feudale osservanza, ma per mente
E per virtù sovrano, oh ben saprei
Quetar la febbre che m'impazza. Al Conte
Di Savoia i Challant devon tributo
D'armi, di censi e d'onoranze: io pago
Il mio debito al trono. Nella casa
Egli è un uom come me; che mi soverchi
Umanamente, e m'avrà ligio. Solo
La riverenza all'uomo è talismano
Contro il soccùbo che la notte infuoca
Il mio guanciale colle carni mute.
Seyssel
Dà tempo agli anni e ad Amedeo.