Favole di Esopo/Di un Avaro, e d'un Campo fertile

Di un Avaro, e d'un Campo fertile

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Esopo - Favole di Esopo (Antichità)
Traduzione dal greco di Giulio Landi (1545)
Di un Avaro, e d'un Campo fertile
Di un Avaro, e de' Pomi Di una Moglie, ed un Marito
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Di un’Avaro, e d’un Campo fertile. 256.


U
n’Avaro comperato una possessione molto fertile, come l’ebbe, la chiuse intorno di frasche altissime, talchè niuno ci poteva entrare, ed a niuno dava dei frutti, che nascevano in quella. La possessione cominciò a non frullare più come soleva. Onde sdegnato il Padrone si consigliò con un uomo savio, il quale gli rispose, Iddio ci [p. 237 modifica]ha dato i frutti di questo Mondo, acciocchè noi gli godiamo, e ne facciamo bene a tutti, e non a un solo come fanno gli avari. Nè ti dei maravigliare se prima la possessione era tanto fertile, ed abbondante di frutti, perchè allora serviva a tutti; ora serve ad un solo; perchè tante cose ricerchi.

Sentenza della favola.

La favola dimostra, che all’uomo liberale Iddio dona molte cose, acciocchè ai molti bisognosi possa sovvenire.