Delle funzioni riproduttive degli animali/Prefazione

Prefazione

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Della fecondità degli animali
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PREFAZIONE

ALLA PRIMA EDIZIONE



Il signor Milne Edwards in quel suo prezioso Corso Elementare di Zoologia, che è ormai diffuso in quasi tutte le scuole d’Europa, ha creduto conveniente l’ommettere il trattato sugli organi e sulle funzioni della generazione. L’età e la classe degli studiosi ai quali è particolarmente consacrato il libro, esigevano questo riguardo, che nessuno può non approvare pienamente.

Ma la scarsità delle opere di Storia Naturale prestantisi all’educazione progressiva della gioventù in Italia, ha fatto sì, che il libro del signor Milne Edwards vi si trovi anche fra le mani di persone più inoltrate e nell’età e nel senno e negli studj, che non gli alunni degli ordinarj Collegi e de’ Licei. Per esse la lacuna espressamente lasciata dall’illustre professore di Parigi è dunque un vero difetto, cui l’editore italiano saggiamente pensò supplire con [p. ii modifica]un trattatello apposito, del quale diede a me l’incarico.

Nell’accingermi a quest’impresa, ho ben veduto come le difficoltà del soggetto siano accresciute dal confronto coll’opera stessa del signor Milne Edwards; ma ho sperato che valesse appunto questa considerazione a meritarmi indulgenza presso il lettore.

Ho procurato eziandio, per quanto è possibile, evitare parole ed esempj che potessero solleticare una non lodevole curiosità. Già dissi a qual sorta di studiosi sia destinato questo trattatello; ho però lusinga che la sua inopportunità pe’ giovanetti sia riconosciuta piuttosto nelle previe cognizioni occorrenti alla sua intelligenza, che nella natura stessa de’ fatti esposti e degli argomenti discussi.

Torino, 31 Ottobre 1849. [p. iii modifica]

PREFAZIONE

A QUESTA SECONDA EDIZIONE



Nel presentare una seconda volta al Pubblico questo opuscolo che serve di appendice alla versione italiana del Corso Elementare del signor Milne Edwards, ho sentito la necessità di rielaborarne alcune parti, secondo i progressi notabilissimi fatti dalla scienza nell’ora scorso lustro, specialmente nella storia genetica degli animali inferiori. Ho creduto però di non alterare il piano dell’operetta, non essendone in nulla mutato lo scopo. Fu quindi mia principal cura di mettere in evidenza le più importanti leggi che si manifestano nella generazione e nello sviluppo degli animali, servendomi di pochi ma scelti e parlanti esempj, [p. iv modifica]trascorrendo su quelle molte particolarità morfologiche che non si lasciano comprendere sotto schemi o delineamenti generali, e che sarebbero riescite di interesse secondario. La mente umana si smarrisce nella varietà infinita delle forme di che fa pompa la natura, e non giunge che a stento ad afferrare in una serie di oggetti disparati un nesso comune. Io ho avuto intenzione di semplificare al lettore questo sforzo mentale. Rifletta egli alla difficoltà di un tale assunto, e si troverà inclinato all’indulgenza per tutto quanto non sembrasse conforme alla sua aspettazione, ed al mio stesso proposito.

Torino, 9 Giugno 1856.