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10. Il Virtuoso Epigrafe

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NOTE

(1) Inspiravit in faciem eius spiraculum vitae, et factus est homo in animam viventem. Genesi capo 2, vers. 7.

(2) Constituisti eum super opera manuum tuarum. Salmo 8, vers. 7.

(3) Deus erat Verbum... Verbum caro factum est. Vangelio di S. Gioanni, cap. 1, vers. 1 e 14.

(4) Dixit eis: venite post me....... relictis omnibus secuti sunt eum. Vangelio di S. Luca, cap. 5, vers. 11.

(5) Ibat in desertum locum, et turbae requirebant eum, et venerunt ad ipsum, et detinebant illum ne discederet ab eis. Vangelio di S. Luca, cap. 4, vers. 42.

(6) Euntes in mundum universum praedicate Evangelium omni creaturae. Vangelio di S. Marco, cap. 16, vers. 15.

(7) Nisi manducaveritis carnem filii hominis, et biberitis eius sanguinem, non habebitis vitam in vobis. Vangelio di S. Gioanni, cap. 6, vers. 54.

(8) Ab ortu solis, usque ad occasum....... offertur nomini meo oblatio munda. Malachia, cap. 1, vers. 11.

(9) Hoc facite in meam commemorationem. Vangelio di S. Luca, cap. 22, vers. 19.

(10) Ego sum Pastor bonus..... cognosco oves meas..... animam meam pono pro ovibus meis. Vangelio di S. Giovanni, cap. 10, vers. 14 e 15.

(11) Quasi agnus coram tondente se obmutescet, et non aperiet os suum. Isaia, cap. 52, vers. 7.

(12) Ut mundaret sibi populum acceptabilem, sectatorem bonorum operum. Epistola di S. Paolo Ap. a Tito, cap. 2, vers. 14.

(13) Petre amas me? Pasce oves meas...... Aliquando conversus confirma fratres tuos. Vangelio di S. Luca, cap. 22, vers. 32. [p. 24 modifica]

(14) Nolite cogitare quomodo, aut quid loquamini, dabitur enim vobis in illa hora..... Ecce ego vobiscum sum usque ad consummationem saeculi. Vangelio di S. Matteo, cap. 10, vers. 19 e cap. 28, vers. 20.

(15) Nolite tangere christos meos. Salmo 104, vers. 15.

(16) Potens est Deus de lapidibus istis suscitare filios Abrahae. Vangelio di S. Luca, cap. 3, vers. 8.

(17) Quam speciosi pedes annuntiantis, et praedicantis pacem; annuntiantis bonum, et praedicantis salutem. Isaia, cap. 53, vers. 7.

(18) Inter vestibulum, et altare plorabunt Sacerdotes ministri Domini, et dicent parce Domine. Gioele, cap. 2, vers. 17.

(19) Irico governatore della contea Astigiana fondata da’ Longobardi lasciò di sè memoria sì cara, che Paolo Diacono dà principio all’epicedio nella morte sua: Hastensis humus ploret, etc.

(20) Maramaldo Comandante Cesareo d’Alessandria mantenne per otto giorni vivo fuoco d’artiglieria contro Asti sperando saccheggiarla, ed arderla, perchè iti a Milano i principali cittadini a prestare giuramento di fedeltà all’Imperatore, 1526. In riconoscenza alla celeste protezione, che li fe’ salvi, edificarono gli Astesi la bella Chiesa di S. Secondo detta perciò delle vittorie.

(21) Rovinò sull’ora di mezzogiorno il 20 marzo 1323 il Duomo consecrato già da Urbano II Papa. Per generosità del Vescovo Guido Valperga riedificato di subito, ebbe compimento da’ successori suoi Arnaldo di Roseto, Malabaila, Baldracco, ed Alessandro; ornato infine di pitture per cura del Migliavacca.

(22) Artico famiglia antichissima tra le principesche d’Italia.

(23) Ancor giovinetto Monsignore recitata un’orazione in lode della Concezione Immacolata di N. D. destò entusiasmo tale, che il fece in più occasioni ricercare per simili occorrenze. Così dava esordio alla luminosa carriera di predicazione Evangelica.

(24) Colle cure e largizioni sue innalzossi in Ceneda bellissima Chiesa, con annesso Orfanotrofio.

(25) Professore dapprima di Eloquenza sacra nel Vescovile Seminario, ed eletto poscia Canonico Teologo della Cattedrale, ebbe grandissima affluenza alle lezioni sue sulla Santa Scrittura.

(26) Predicò in Roma alla presenza di S. S. Gregorio XVI, in Vienna al cospetto delle Cesaree LL. MM. II. e RR.; in [p. 25 modifica]Torino alla presenza delle LL. SS. RR. MM. gli augustissimi nostri Sovrani.

(27) Ebbe in premio di sue rare doti dalla Santità di Gregorio XVI il titolo di Prelato Domestico, da S. S. R. M. la decorazione de’ Ss. Maurizio e Lazzaro.

(28) Onorato dall’Accademia, ed Arcadia Tiberina del diploma di socio.

(29) Consecrato dalla Em. S. Monsignor Giacomo Giustiniani nella Basilica Vaticana il 27 dicembre, scriveva: gelai, tremai, piansi dirottissimamente e soavissimamente nella mia consecrazione.

(30) Nullus speravit in Domino, et confusus est..... Protector est omnium sperantium in se. Salmo 17, vers. 30.

(31) Qui dat. . . . . escam. . . . . pullis corvorum invocantibus eum. Salmo 146, vers. 9.

(32) Considerate lilia agri, quomodo crescunt, non laborant, neque nent. . . . . Deus sic vestit. Vangelio di S. Matteo cap. 6, vers. 28, e 30.

(33) Sedebitis super sedes duodecim, iudicantes duodecim tribus Israel. Vangelio di S. Luca, cap. 22, vers. 30.

(34) Quos dedisti mihi non perdidi ex eis quemquam. Vangelio di S. Giovanni, cap. 18, vers. 9.

(35) La impresa d’Asti aveva per motto sulle monete e bandiere: Asta nitet mundo, sancto custode secundo.

(36) Cassiodoro Prefetto del Pretorio, e della Liguria ottenne dalla Regina Amalasunta figliuola di Teodorico larghi sovvenimenti alla Chiesa d’Asti dalle ripetute escursioni degli Unni, Eruli, ed altri Barbari soverchiamente danneggiata.

(37) Innocenzo IV reduce dal concilio di Lione nel 1144 dopo aver pernottato nel Monastero dei SS. Apostoli fuori le mura, ricevuto in città con dimostrazioni di alto rispetto, grato riconciliò Asti alla S. Sede. Indispettiti gli Imperiali cinserlo d’assedio giurandone totale esterminio. La vigilia di N. D. Assunta Scoto Alberto Podestà, e Comentino Alessandro Capitaneo fecero sì vigorosa sortita, e ruppero sì fattamente gli assedianti, che ottenuta onorata tregua, ebbero somma gloria.

(38) Corrado Conte d’Olanda riconosciuto dagli Astesi nel 1250 fu causa della guerra loro con Tommaso di Savoia collegato ai Torinesi, Chieresi, Alessandrini, e Marchesi di Monferrato, e Lancia. Dopo la sanguinosa giornata di Montebruno, fatto prigioniero Tommaso, ripetutamente batterono gli [p. 26 modifica]alleati al Sangone, a Fossano, e saccheggiata la valle di Susa, edificarono sul Moncenisio in segno di vittoria la forte - Casa d’Asti - Furon dichiarati i Chieresi vassalli, e tolto Torino ai Conti di Savoia col trattato del 1257; prese aumento grande l’astigiano commercio, furono stabiliti co’ Genovesi ricchi fondaci sul Nilo, e sul Bosforo, ed indotto il modo di contare a lire Astesi.

(39) Onorio assalito presso Milano da Alarico Duce dei Goti ricoverossi in Asti nel 402, e rimasevi sino all’11 aprile validamente difeso, e liberato poscia da Stilicone, che recolle soccorso dai Grigioni, e ruppe i Goti presso Pollenza, e cacciolli d’Italia.

(40) Mauro Solaro di Vignale capitanò 700 militi Astesi nella Crociata bandita da Onorio III.

(41) Gondoaldo figlio di Garibaldo Duca di Baviera accompagnando sposa ad Autari re Longobardo la sorella sua Teodolinda, ricevette in Asti tali onori, che il re Agilulfo diedelo loro per Duca in riconoscenza.

(42) Difese Asti Innocenzo II contro l’Imperatore Lotario, e colmò di doni Innocenzo IV reduce da Lione.

(43) Francesco Panigarola Patrizio Milanese confidente di S. Carlo Borromeo eletto predicatore da S. Pio V in Roma, dal Duca Cosimo in Firenze, da Catterina de’ Medici in Parigi, dalle Società italiane in Lione, ed Anversa, da Carlo Emanuele in Torino. Fu eletto Vescovo d’Asti nel 1587. Era riputato il più eloquente uomo del suo secolo.