Ben aggia l'amoroso e dolce core

Luigi Di Benedetto

XIII secolo Indice:Poemetti allegorico-didattici del secolo XIII, 1941 – BEIC 1894103.djvu canzoni Ben aggia l'amoroso e dolce core Intestazione 14 novembre 2021 75% Da definire

Questo testo fa parte della raccolta Poemetti allegorico-didattici del secolo XIII


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IX

     Ben aggia l’amoroso e dolce core
che vol noi donne di tanto servire,
che sua dolze ragion ne face audire,
la quale è piena di piacer piagente,

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5che ben è stato bon conoscidore,
poi quella dov’è fermo lo disire
nostro per donna volerla seguire,
perché di noi ciascuna fa saccente,
ha conosciuta sí perfettamente
10e ’nclinatosi a lei col core umile;
sí che di noi catuna il dritto istile
terrá, pregando ognora dolzemente
lei cui s’è dato, quando fia con noi,
ch’abbia merzé di lui co gli atti suoi.

     15Ahi Deo, com’have avanzato ’l su’ detto
partendolo da noi in alta sede!
e com’have ’n sua laude dolce fede,
che ben ha cominzato e meglio prende!
Torto seria tal omo esser distretto
20o malmenato di quella al cui pede
istá inclino, e sí perfetto crede,
dicendo sí pietoso, e non contende,
ma dolci motti parla, sí ch’accende
li cori d’amor tutti e dolci face;
25sí che di noi nessuna donna tace,
ma prega Amor che quella a cui s’arrende
sia a lui umiliata in tutti i lati
dov’udirá li suoi sospir gittati.

     Per la vertú che parla, dritto ostelo
30conoscer può ciascun ch’è di piacere,
ché ’n tutto vòl quella laude compière
c’ha cominzata per sua cortesia;
ch’unqua vista né voce sott’un velo
sí vertudiosa come ’l suo cherere
35non fu ned è, per che de’ om tenere
per nobil cosa ciò che dir disia:
ché conosciuta egli ha la dritta via,
sí che le sue parole son compiute.

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Noi donne sem di ciò in accordo essute,
40che di piacer la nostra donna tria;
e sí l’avem per tale innamorato,
ch’Amor preghiam per lui in ciascun lato.

     Audite ancor quant’è di pregio e vale:
che ’n far parlare Amor sí s’assicura
45che conti la bieltá ben a drittura
da lei dove ’l su’ cor vòl che si fova.
Ben se ne porta com’om naturale,
nel sommo ben disia ed ha sua cura,
né in altra vista crede né in pintura,
50né non attende né vento né piova;
per che faria gran ben sua donna, po’ v’ha
tanta di fé, guardare a li suoi stati;
poi ched egli è infra gl’innamorati
quel che in perfetto amar passa, e piú gio’ v’ha;
55noi donne il metteremmo in paradiso,
udendol dir di lei c’ha lui conquiso.

     — Io anderò, né non giá miga in bando;
in tale guisa sono accompagnata,
che sí mi sento bene assicurata,
60ch’i’ spero andare e redir tutta sana.
Son certa ben di non irmi isviando,
ma in molti luoghi sarò arrestata:
pregherolli di quel che m’hai pregata,
fin ched i’ giugnerò a la fontana
65d’insegnamento, tua donna sovrana.
Non so s’io mi starò semmana o mese,
o se le vie mi saranno contese:
girò al tu’ piacer presso e lontana;
ma d’esservi giá giunta io amerei,
70perché ad Amor ti raccomanderei. —