Giovanni Prati

Olindo Malagodi 1844 Indice:Prati, Giovanni – Poesie varie, Vol. I, 1916 – BEIC 1901289.djvu sonetti A Luigia Abbadia Intestazione 23 luglio 2020 25% Da definire

Sogni d'amore (canto di Rodolfo) Il conte Rosso
Questo testo fa parte della raccolta VI. Dai 'Nuovi canti'
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VII



     Cara e gentil penisola
nel riso dei pianeti,
nel bacio delle vergini,
nel canto dei poeti;
5cara e gentil, siccome
il musical tuo nome
proferto in ogni barbara
lingua con dolce suon;


     ama costei, che ogn’intima
10aura di tua favella
sente, e la fa dall’agili
corde vibrar piú bella;
ama costei, che tanto
coglie sorriso e pianto,
15quant’è dall’Etna al Vèsulo,
e te lo reca in don.

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     Ella vagí tra i liguri
fior, sotto l’ombre care
de’ cedri. E i malinconici
20venti, le stelle, il mare,
il turbine, la calma,
tutto sonò in quell’alma;
e una spontanea musica
furono i suoi pensier.


     25Si fé’ narrar le istorie
d’Imelda e di Giulietta.
E, in voluttá fantastiche
chiusa la giovinetta,
il doloroso arcano
30pensò del pianto umano,
e in quella facil estasi
pianse, e conobbe il ver.


     Con tutti allora il parvolo
suo cor tremò diviso.
35Ebbe pei mesti un gemito,
pei fortunati un riso,
e da quel vario moto
agile, ardente, ignoto,
come da sacra tenebra,
40l’arte, raggiando, uscí.


     Cosí questa ineffabile
forza, che sente e crea,
chiude in eterne immagini
la fuggitiva idea;
45ed è vittoria e regno
dell’ispirato ingegno
quella parola artefice,
che al mondo e al ciel rapí.

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     Ed è parola il gelido
50marmo, la pinta tela;
questo color, quest’impeto,
che il mio pensier rivela;
e la canzon d’amore,
che pria ti nasce in core,
55poi sulle ardenti porpore
delle tue labbra vien.


     Canta, sí, canta; e provoca
col musical tesoro
le rigid’alme. Immemore
60di chi l’involga, onoro
l’arte del canto unita
con un pensier di vita,
come fremea sugli attici
campi a Tirteo nel sen.


     65Italia mia, di mártiri
divino asil, bagnato
dalle immortali lacrime
di Dante e di Torquato;
misera e sacra terra
70piena d’orrenda guerra,
che die’ retaggio ai popoli
d’ignavia e di dolor;


     su te si volve un secolo
lieto di molta speme.
75Ma nel tuo sen combattono
avverse forze insieme.
Voleri accesi e lenti,
coraggi e pentimenti,
pie le parole, e indomito
80l’acre desio dell’òr.

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     Forse un immenso palpito
in questo dubbio mondo
desterá Dio. Dell’ínclite
acque eridanie in fondo
85fors’è la gemma ascosa,
che all’indolente sposa
piú gloriosi talami
desiderar fará.


     E tu, fanciulla, indocile
90degli evirati accenti,
cantar tu possa il cantico
che aspettano le genti!
E in quell’eccelso agone
raccoglierai corone,
95quai non fiorîro al libero
sol della greca etá.