Trattato completo di agricoltura - Volume II/Piante annuali leguminose, oleifere e tessili/7

Dei Lupini

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dei lupini.

§ 795. Il lupino (lupinus albus), come già dissi al § 230, era usato fin dai tempi de’ Romani, i quali o lo sovesciavano sul posto a vantaggio dei cereali, o lo tagliavano per mettere al piede delle viti e degli alberi, dove poi lo interravano. Il seme di questa pianta, macerato nell’acqua pura, o dove sia sciolta della calce o della cenere, può servire anche all’alimento dell’uomo, o piuttosto del bestiame. Comunemente però da questa coltivazione se ne trae soltanto quella quantità di semi che si vuol vendere od usare pel sovescio.

L’azione benefica del lupino nel terreno è dovuta a due circostanze, alle radici cioè ed alla parte erbacea, ben inteso che pel sovescio non gli devono lasciar formar i semi (§ 229). La radice del lupino ordinariamente è unica e penetra profondamente nel terreno, per il che serve a suddividerlo; e restandovi in seguito a decomporsi lo fornisce dei principj che [p. 45 modifica]la pianta assorbì in parte dal terreno, ed anche in gran parte dall’aria, poichè questo legume a foglie carnose da essa assorbe molt’acido carbonico ed ammoniaca; e così concorre mirabilmente a fertilizzare la terra non solo colla parte erbacea, ma eziandio col residuo delle sue radici. Taluno provò che tagliando i lupini verdi in un campo, per spanderli e sovesciarli in altro vicino, amendue coltivati in seguito a frumento sentirono il benefizio del lupino, l’uno cioè per effetto delle radici e l’altro per quello della parte erbacea.

Alla destra del Po, e meglio ancora nella parte più meridionale dell’Italia il lupino può servire al sovescio anche per le coltivazioni estive, per esempio del melgone, del lino, ecc.; ma nella parte posta a sinistra del detto fiume il lupino non può servire che di sovescio alle coltivazioni jemali, ossia al frumento, alla segale, all’orzo, ecc.

Per ottenere il massimo effetto dal sovescio del lupino importa seminarlo in terreno lavorato piuttosto profondamente onde possa liberamente penetrarlo colle radici; epperò in Agosto gli si fanno precedere due arature, ed una terza al principio di Settembre al momento della semina. Nei paesi ove può farsene sovescio in primavera per le coltivazioni estive, si ara il terreno una volta nel novembre, un’altra in principio di Febbrajo, e poi alla metà dello stesso mese si semina il lupino sopra una terza aratura. Si avverte che quando la pianta non potesse, per la metà d’Aprile al più tardi, avere un sufficiente sviluppo, 0m,50 circa d’altezza, non sarebbe gran fatto conveniente, e non compenserebbe i lavori, la semina piuttosto fitta, e la perdita di quasi un mese di primavera, che potrebbe essere già messo a profitto dalla coltivazione che deve succedere. Prima di lavorare un terreno seminato a lupini da sovesciare si devono tagliare gli steli con una falce, o schiacciarli e comprimerli al suolo passandovi sopra con un rullo o borione, poichè in altro modo riuscirebbe assai difficile il sotterrarli completamente, tanto adoperando la vanga quanto usando dell’aratro.

La semina del lupino fatta al principio di Settembre tra una linea e l’altra di melgone, ricoprendo leggermente colla terra delle rincalzature, è utilissima pel frumento che dopo succede, nè porta gran danno al melgone, quando però il clima sia abbastanza caldo, e già discretamente maturo il grano di questo cereale.

Quando vuolsi coltivare il lupino per avere il seme si deve [p. 46 modifica]sempre seminare alla metà di Marzo circa sopra due arature per lo meno. È un errore troppo invalso quello di credere che questa pianta faccia molto anche con poco; io dico invece che tutte quelle piante che con poco fanno qualche cosa, appena che loro si usi qualche cura aumentano il loro prodotto in una proporzione assai maggiore di quanto succede nelle piante che esigono molto. Il lupino si semina a gettata con due o tre ettolitri di grano per ettaro, o meglio ancora, e con minor semente, si può seminare in linee distanti fra loro 0m,35 circa, lasciando cadere i grani nel solco delle linee a 0m,10 circa. Il lupino deve essere zappato una volta o due prima che mostri il fiore; dopo quest’epoca è inutile od impossibile. La fioritura comincia in Giugno e la maturanza succede alla fine d’Agosto. Nel mese di Giugno, Luglio ed Agosto, se la stagione è propizia, può dar luogo a tre diverse fioriture l’una dopo l’altra, formando la prima sull’apice dello stelo, la seconda sopra le prime diramazioni di questo, e la terza sopra altre diramazioni delle prime. Per conseguenza il prodotto del lupino varia d’assai: se la stagione fu arida, il raccolto può essere di un terzo o di una metà minore di quanto lo sarebbe con una stagione discretamente umida. La paglia secca del lupino può servire di combustibile, e di concime per le viti, quando sia ridotta in frantumi e sotterrata. Il terreno dove si coltivò il lupino può essere con successo coltivato a frumento.

Il grano del lupino, fatto passare nell’acqua bollente, serve a concimare gli ulivi e gli agrumi. Lo stesso si fa quando lo si voglia convertire ad alimentare il bestiame, singolarmente buoi e pecore.

Dove la temperatura jemale non scenda al dissotto di -10 circa il lupino può essere seminato in autunno più o meno avanzato, tanto per farne sovescio in primavera quanto per averne il grano, nel qual ultimo caso il prodotto è abbondante e può paragonarsi al reddito di qualunque cereale, avuto riguardo che questa pianta non esigerebbe che tre lavori ben fatti, e nessun concime, e lascerebbe il terreno abbastanza fertile per un raccolto di frumento.