Trattato completo di agricoltura - Volume II/Piante annuali leguminose, oleifere e tessili/18

Del Girasole

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del girasole.

§ 828. Il girasole (helianthus girans, heliotropium), che ormai è confinato solo in qualche giardino, era una volta coltivato in grande per trarne olio dai semi. Questa pianta è conosciuta da tutti, vuole terren sciolto e buon concime. Si pianta in primavera col foraterra, dopo il lavoro, alla distanza di 0m,50 [p. 84 modifica]o 0m,60 fra ciascun buco, nel quale si gettano due o tre semi. Cresciute le pianticelle a 0m,15 si zappano, lasciandone una sola per ceppo: si ripete una seconda zappatura quando abbiano l’altezza di 0m,65 circa, ed in seguito la pianta crescendo e, ramificando rapidamente non permette quasi più l’ingresso nel campo. I frutti non maturano tutti simultaneamente, essendo che la pianta ramifica crescendo; però alla fine di settembre convien tagliare i primi e più maturi, indi estirpare le piante lasciandovi uniti gli ultimi, i quali in parte continuano a maturare, disponendo in piedi le piante in luogo coperto, arioso ed esposto al sole.

Secondo un computo, che mi sembra alquanto esagerato, cento piante di girasole possono dare tanto seme da fornire chilog. 3. 60 circa d’olio, per il che potendosene contenere 40,000 in un ettaro, si avrebbero chilog. 1300 circa di olio, il quale, fosse anche del valore di franchi 1 al chilogrammo, rappresenterebbe sempre un prodotto quadruplo di quello della madia. Questa pianta avrebbe inoltre il vantaggio sopra molte altre di soffrir poco le intemperie e l’asciutto, purchè il terreno sia soffice e ben concimato. Il suo fogliame è mangiato avidamente dal bestiame, ed i suoi steli forniscono un combustibile migliore di quello degli steli di melgone. Il tortello residuo dev’essere molto ricco d’azoto. Finalmente sembra che questa pianta, come il pero di terra o topinabò, assorba molto dall’atmosfera e non dimagri molto il terreno, il quale resta mondo dalle male erbe, per la molt’ombra che fa, e così meglio preparato per una seconda coltivazione.