Trattato completo di agricoltura - Volume II/Piante annuali leguminose, oleifere e tessili/12

Della Camellina

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della camellina.

§ 816. La camellina (miagro sativa), detta anche gialdina e semenzina, è uno di quei prodotti che guastano il coltivatore ed il terreno, perchè vegetando discretamente anche in terren magro e pochissimo lavorato, finiscono talvolta ad illudere, facendo credere che si possa far qualche cosa anche con niente. Taluno infatti si accontenta di gettarla sul terreno, e di coprirla alla bell’e meglio sollevando un poco di terra coi denti del rastrello, e poi non se ne cura fino alla maturanza.

Ciononpertanto la camellina ama un terreno sciolto piuttosto sabbioso, lavorato e concimato convenientemente con sostanze decomposte. Si semina presto in primavera verso la seconda metà di marzo, nella quantità di circa 7 chilogrammi per ettaro, mescolando il seme ad altre materie polverulenti, come già indicai pel ravizzone, essendo anch’esso minutissimo. Si zappa due volte, una in aprile e l’altra in maggio, e si raccoglie verso la metà di luglio, estirpandola e praticando pel resto le medesime operazioni che si usano pel ravizzone, tanto per la stagionatura della intiera pianta, quanto per la battitura per cavarne il seme. Gli steli servono egualmente a far bosco pei bigatti, ed i semi danno circa il 30 per % d’olio, ed i tortelli residui della torchiatura contengono 5,15 circa d’azoto allo stato normale, con 6,5 per % d’acqua.

Il prodotto d’un ettaro a camellina è di circa 15 ettolitri, del peso di circa 70 chilogrammi ciascuno, e dei valore medio di franchi 20. L’olio che se ne estrae è però di sapore piuttosto amaro, e serve soltanto per ardere. [p. 72 modifica]

Taluno semina la camellina in autunno, per farne più presto il raccolto nell’estate seguente, e disporre quindi il terreno ad un secondo prodotto di maggior importanza che non sia il miglio o la fraina; ma bene spesso un inverno rigido la fa perire senza frutto. Altri all’incontro la semina in primavera fra i legumi, ma in tal caso il prodotto è sempre scarso. In ogni modo la camellina è una pianta che non merita d’essere ammessa nella coltivazione in grande, e che solo torna utile in piccolo pel contadino che converte l’olio per l’uso della propria famiglia, e gli steli pel bosco de bigatti.