Trattato completo di agricoltura - Volume II/Del Pomo di terra/6

Raccolto e Prodotto

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raccolto e prodotto.

§ 761. Dove il pomo di terra può ricevere 3000 gradi di calore può dirsi ch’egli maturi convenientemente, e che all’epoca del raccolto esso non contenga più del 70 per 100 d’acqua; ma dove non può ottenersi questa somma di calore, abbisogna fare il raccolto quando la pianta cessa di vegetare pel freddo sopravvegnente, ossia quando gli steli vanno perdendo le foglie e disseccano.

Alcuni indicano quali segni di maturanza il frutto maturo, lo stelo disseccato, e la tessitura e consistenza omogenea del tubero tanto alla periferia quanto al centro. Il primo indizio, ossia quello della compita fruttificazione, dovrebbe essere il migliore e più sicuro se questa pianta potesse ovunque maturare convenientemente il proprio frutto; ma nei climi [p. 15 modifica]temperati o freddi, e specialmente se umidi, cadono quasi tutti i fiori senza portar frutto, o se lo portano non lo possono maturare, e quasi sempre la pianta continua a vegetare come se l’ultimo suo scopo non fosse la maturanza dei semi. Epperciò, in tali paesi, come già dissi, si raccoglie quando il freddo autunnale distrugge o mortifica la parte erbacea e non permette più un’ulteriore vegetazione.

Lo stelo esso pure dissecca più o meno presto a seconda del clima e dell’andamento della stagione. Se il terreno si conserva umido e che il paese goda a lungo di una temperatura mite anche nell’autunno, lo stelo si conserva verde, sino all’epoca del raccolto, cioè sino a quando il freddo del finire d’autunno rapidamente lo mortifica. All’incontro nei terreni asciutti, e se la stagione corre calda ed asciutta, lo stelo dissecca anche molto prima dell’autunno, o forzatamente per la siccità o naturalmente perchè la pianta matura relativamente più presto. Talvolta lo stelo cessa di vegetare per effetto di contrattempi atmosferici o di malattie della pianta, ed allora i tuberi riescono piccoli, immaturi, acquosi e mal costituiti.

L’indizio più certo della maturanza, ma per ciascun tubero preso isolatamente, è la massima abbondanza di amido, e minima di acqua, cioè il 70 per 100. Se si taglia un pomo di terra maturo, esso mostra un’egual compattezza dalla periferia al centro ed una tessitura granulare opaca; il tubero immaturo invece presenta maggior consistenza alla periferia che al centro, la tessitura granulare opaca va diminuendo più o men presto verso il centro, il quale è visibilmente acquoso e di tessitura omogenea trasparente perchè non vi si è ancora organizzata la fecula.

Ma, come ognuno sa, la formazione dei tuberi non succede contemporaneamente, e una sola pianta tiene sempre tuberi maturi ed immaturi; perciò il coltivatore deve accontentarsi che siano maturi i primi, i quali in generale costituiscono 7/10 dell’intiero raccolto. E dissi doversi seguire questa norma, perchè, i primi restando in terra per maggior tempo di quanto richiede la loro maturanza, perdono il 10 per 100 circa di peso.

Per tutto ciò adunque l’epoca del raccolto nei climi dove i primi tuberi non possono convenientemente maturare, si farà quando il freddo impedisce un’ulteriore vegetazione, nei climi temperati quando la massima parte dei tuberi siano maturi; e nei climi caldi quando, in seguito ad una regolare vegetazione, il frutto sia maturo, e lo stelo disseccato. [p. 16 modifica]

§ 762. Il raccolto dei pomi di terra si fa colla forca, colla zappa o coll'estirpatore tirato da cavalli. Quest'ultima maniera non è molto economica perchè la mano d'opera è press'a poco eguale a quella che si consumerebbe usando della forca o della zappa, e perchè ha inoltre l’inconveniente grandissimo di lasciar in terra moltissimi tuberi.

Il maggior tempo che si consuma in questa operazione è quello del levare e mondare i tuberi dalle radici.

§ 763. Il prodotto del pomo di terra sta tra i 12 ed i 25 mila chilogrammi di tuberi per ogni ettaro, secondo il clima, le cure, la distanza delle linee e la varietà. Un ettolitro di tuberi pesa per media 65 chilogrammi, per il che un ettaro darebbe dai 166 ai 392 ettolitri.

Il valore di un ettolitro di pomi di terra è ordinariamente di 4 a 5 franchi; ma non è raro che negli anni di scarsità dei cereali saiga persino al doppio ed al triplo. Nei paesi meno che temperati, come nella Francia settentrionale, nella Germania e nel Belgio, il prezzo d’un ettolitro è quasi sempre di franchi 15 circa. Dal che si scorge essere attribuito generalmente a questi tuberi un maggior valore del merito reale, tanto confrontato a quello del frumento, se si considera come alimento dell’uomo, quanto paragonato al fieno secco se vuolsi adoperare pel mantenimento del bestiame. Abbiam visto (§ 746) che per ottenere una quantità di azoto e di carbonio pari a quella quantità di pane di frumento che sarebbe necessaria al sostentamento dell’uomo, richiedonsi circa chilogrammi 8,00 di pomi di terra: ora se il prezzo medio del frumento fosse di franchi 18 all’ettolitro, e quello dei pomi di terra di franchi 5, la spesa di vitto a pane di frumento importerebbe franchi 0,60, e quella coi pomi di terra franchi 0,60 oltre agli inconvenienti avvertiti, ed alla impossibilità di continuare con questa ultima materia alimentare. Come alimento del bestiame, se 280 chilogrammi di pomi di terra sono l’equivalente di 100 di fieno secco, come asserisce Boussingault, certamente riescono i primi di maggior spesa del secondo. Infatti se una bestia grossa consuma chilogrammi 15 di fieno a franchi 5 al quintale, la spesa del mantenimento giornaliero sarà di cent. 75, laddove richiedendosi chilogrammi 43 circa di pomi di terra, la spesa sarà di franchi 2,15 oltre all’impossibilità di mantenere il bestiame soltanto con questi tuberi, come già si disse.

Per tutto ciò non s’intende come in Francia, nel Belgio ed [p. 17 modifica]in Inghilterra, ove il prezzo dei pomi di terra è più alto che da noi, possa convenire l’usarli al mantenimento del bestiame, se prima da essi non se ne sia cavato un altro profitto, utilizzandoli come residui d’altra industria.

Se invece il valore fosse basato sulla facoltà nutriente, ed in special modo sui principj plastici contenuti nel tubero, si avrebbe il seguente risultato:

Materia azotata contenuta nei Chil. 15,000 di pomi di terra a 1,6 per 0/0 Chil. 237,50

Materia azotata contenuta nei Chil. 2,000 di frumento a 14 per 0/0 Chil. 280,00.

Dal che vedesi che per riguardo al mantenimento dell’uomo, è molto dubbia la convenienza del pomo di terra, quando si possano raccogliere dai 25 ai 28 ettolitri di frumento per ettaro. Se però il valore nutritivo del pomo di terra è tenuto in conto assai maggiore del vero, questa stessa causa fa sì che il prodotto in denaro d’un ettaro a pomi di terra sia di molto superiore a quello d’una egual superficie coltivata a frumento. In fatti, supposto un raccolto medio di chil. 15,000 di tuberi, ossia di ettol. 235 circa a fr. 5, si avrà un prodotto brutto di fr. 1175; laddove se si vendessero a fr. 18 l’ettolitro, gli ett. 25 di frumento, che per media si possono raccogliere in un ettaro, avressimo soltanto fr. 450, cui aggiungendo il valore della paglia e delle stoppie, si avrebbero tutt’al più fr. 600 di prodotto parimenti brutto. Resterebbe adunque per la coltivazione del pomo di terra un benefizio di fr. 560 in più di quella del frumento, il che, come sembra, è un vendere ad assai caro prezzo il 74 per d’acqua contenuto nei tuberi. Le spese di coltivazione sono, è ben vero, alquanto maggiori pel pomo di terra, ma non diminuiscono che di pochissima parte il vistoso maggior profitto pecuniario di essa.