Trattato completo di agricoltura - Volume II/Degli Agrumi/7

Analisi del costo dell'annua manutenzione di una campata di giardino a limoni lungo la spiaggia del lago di Garda

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Analisi del costo dell'annua manutenzione di una campata di giardino a limoni lungo la spiaggia del lago di Garda
Degli Agrumi - 6
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Analisi del costo dell’annua manutenzione di una campata di giardino a limoni, lungo la spiaggia del lago di Carda a Gargnano.

 
1. Salario del giardiniere L. 2.00
2. Per concime. Ogni 3 anni occorrono 2/3 di carro comune, a L. 6.00 per carro; L. 4.00
Condotta e spargimento » 0.90
Ogni anni tre L. 4.90
E per un anno » 1.63
3. 5 Filaruole larice per l’ossatura del coperto, che durano ragguagl. anni 10: cadauna L. 1,90, detratto il prezzo dell’inservibile all’atto della rinnovazione, cioè L. 0, 40, residuano L. 1,50 cadauna: e per 5 » 7.50
4. Posizione in opera con due muratori e manuale, compreso il trave principale come avanti » 2.62
5. Ferramenta per assicurare le filaruole al trave principale: N.° 10 cavicchi, chilogrammi 0,80 a L. 0,84 0,67
e si detrae il ricavo delle inservibili 0.36
» 0,31
Totale per l’ossatura ogni dieci anni L. 10.43
E per 1 anno » 1. 04
G. Assi pel coperto: N.° 1 ogni campata, e detratto il prezzo dell’inservibile di L. 0, 40, costerà annualmente » 0. 85
7. Manutenzione delle portiere » 0. 75
8. Erba per otturare le fessure nell’inverno » 0.60
9. Manutenzione muri, vasi d’irrigazione ed altro » 0. 42
10. Manutenzione del trave principale di legno castano, per sostegno della copertura avente la lunghezza di M. 5.30, grossezza media M. 0.20: costa L. 8.50
Ricavo del medesimo all’atto dell’inservibilità » 8 50
Residuano L. 6. 00

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Dura, ragguagl. anni 18, quindi per un anno » 0. 36
Totale L. 7.65

Questa spesa può arrivare anche alle a L. 10.00, cioè dai fr. 6.40 ai fr. 8.70 per ogni anno e per ogni campo, secondo la più o meno buona tenuta. Ogui ettaro quindi esigerebbe una spesa di fr. 140.000 circa d’impianto ed una di fr. 3120 circa d’annua manutenzione.

Una spesa così fatta a taluni sembrerà ingente e tale insomma da indurre gli stranieri nell’errore del Gasparin, ritenendo non potere una tale coltivazione essere menomamente profittevole.

Eppure anche in un clima così poco naturalmente favorevole il prodotto d’una pianta d’agrume ben coltivata varia dai 2 mila a 4 mila limoni, e per le qualità più fine e più ricercate è di soli 500 ai 1000. Ma ammettendo un adecquato di 800 limoni per ogni pianta, e supposto che ogni pianta occupi un intero campo, si avrà il seguente risultato.

Spesa.

Interesse della spesa d’impianto per un campo valutato fr. 400 fr. 20.00
Manutenzione annua 7.50
Fr. 27.50


Prodotto di N.° 800 frutti, ai prezzo medio di fr. 5 al % fr. 40.00. Per il che il beneficio netto risulterebbe per adequato di fr. 12.50 ogni campo, ossia di fr. 5212 circa per ogni ettaro; prodotto certamente vistoso, e che distrugge compiutamente l’asserzione del famoso agronomo francese.

È da avvertire che nei calcoli suesposti le spese si sono quasi mantenute al massimo, laddove pel prodotto si è forse esposta la minima. In questi ultimi anni, per esempio, in occasione del cholera, i limoni si vendettero dai 13 ai 18 franchi al %. È ben vero che non venne esposto il censo, siccome cifra assai variabile, ma quand’anche ve la si aggiungesse, questa sarebbe di fr. 5.80 ai fr. 6,88 per ogni decaro, ogni dì centes. 15 per ogni campo. [p. 318 modifica]Non è quindi a stupirsi se nella Riviera del lago di Garda e nei distretti di Salò e Gargnano sianvi le seguenti superfì cie coltivate ad agrumi.

•i

Comune di Gargnano Decari 240.
» Muslone 20.
» Limone 07.
» Maderno 61.
» Tignale 9.
» Toscolano 37.
» Tremosine 1.
Decari 435 Dec. 435.
Comune di Salò. Decari 7.
» Gardone di Salò 28
» Portese 1.
Decari 36 Dec. 36
In tutto Decari 471.

Ora passeremo a dire del raccolto e del prodotto degli agrumi nei climi loro più favorevoli. La pianta nei detti elimi comincia a portar frutto al quinto anno circa, ed il raccolto si fa in varie epoche. L’arancio che porta fiori soltanto in primavera matura i frutti tutti ad un tratto, ma si colgono parte in ottobre, quando incominciano ad ingiallire; in questo momento non sono ancor maturi, ma resistono ai viaggi lunghi. Altri si raccolgono in dicembre per viaggi meno lunghi; e gli ultimi in primavera, allorchè sono maturi per esser consumati in luogo. I limoni all’incontro, siccome fioriscono quasi durante tutto il tempo di vegetazione, trovandosi nel medesimo tempo e fiori e frutti maturi sulla stessa pianta, si colgono dal maggio al settembre mano mano che vanno maturando, ritenendosi che per la perfetta maturanza esigonsi quasi diciotto mesi. Più numerosi sono quelli della fioritura dei maggio, ma sono migliori quelli delle fioriture successive. Colti si dividono secondo le varietà e secondo la loro grossezza, e s’incassano involti di carta pei viaggi lunghi.

Il prodotto di un ettaro nella provincia di Valenza, nella [p. 319 modifica]Spagna e nel Portogallo varia da 16 a 35 mila franchi all’anno, non dedotte le spese, che però non sono molte, non essendo necessaria la copertura jemale.

L’arancio, il cedro ed il bergamotto, oltre ai frutti danno un prodotto secondario in fiori e foglie che servono al distillatore. L’arancio dà fiori e foglie; le foglie sono quelle soltanto dei rami che vengono tagliati. I fiori, i quali danno un olio essenziale, si colgono in maggio ed in giugno, ogni due giorni scuotendo fortemente l’albero. La raccolta dei fiori non deve farsi nè subito dopo la pioggia, nè prima che sia affatto scomparsa la rugiada.

§ 966. Le malattie principali degli agrumi sono la gomma, la clorosi o pallor delle foglie, ed altra conosciuta a Nizza sotto il nome di petecchia.

La gomma è causata, come nelle altre piante a nocciolo, dalle intemperie, e più ancora dai rapidi salti di temperatura.

La clorosi spesso è dovuta alla troppa umidità del terreno, trattandosi di coltivazione in piena terra, e vi si rimedia col procurarle uno sfogo, operazione facile se il suolo è pendente.

La petecchia riconosce la sua cagione nelle intemperie e soprattutto nelle nebbie, e nelle forti rugiade, si manifesta per mezzo di macchie gialle dapprincipio e brune in seguito, le quali coprono il frutto e ne alterano perfino la polpa. È un’alterazione della corteccia che dà luogo alla vegetazione d’una muffa. Questo fatto si riscontra frequente nelle aranciere soverchiamente umide.

Fra gl’insetti vi sono due specie di chermes che si fissano sulle foglie o sui rami, assorbendone gli umori. Guastano pure gli agrumi i sorci e le formiche.

Fra le piante parassite vi ha il demathium monophillum, simile ad una polvere nerastra che ricopre quasi ogni parte della pianta: ed il lichene dell’arancio, lichen aurantii, che si presenta come una incrostazione grigio-biancastra. Ambedue queste parassite si mostrano di presenza nelle località umide ed ombreggiate.

La vita degli agrumi ben coltivati sorpassa i cento anni. Quando i rami incominciassero ad intristire si potrebbe tagliarli a 0m,50 dal tronco principale e ricoprir bene le ferite praticate. Importerebbe inoltre il concimare abbondantemente, e smuovere profondamente il terreno.




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Molto ancora vi sarebbe a dire di cose spettanti all’agricoltura. Infatti l’agricoltore del giorno d’oggi dovrebbe imparare la Meccanica agraria, ossia quella scienza che fa conoscere le macchine e gli strumenti agricoli, ed il modo più utile di adoperare le forze motrici di qualunque sorta esse siano. Vi ha l’Idraulica che insegna la conduzione dell’acqua, la livellazione, la costruzione di edifici idraulici, e che comprende anche il drenaggio. L’Architettura rurale, ossia il modo di adattare i fabbricati ai bisogni campestri. Vi sarebbe l’Agrimensura, necessaria ad intendere i principii elementari di Geometria, gli strumenti geodetici, ed il rilievo delle mappe.

Inoltre sarebbe a dire dell’allevamento, educazione, miglioramento, ed acclimatazione degli animali utili in genere, e sul modo di curarne le malattie, almeno le più comuni.

Utile riuscirebbe il conoscere la contabilità e la tenuta dei registri per dedurne i profitti o le perdite, senza di che l’agricoltura sarà sempre un esercizio alla cieca.

Utili pure sarebbero alcune cognizioni atte a dirigere il coltivatore in alcune operazioni di manipolazioni dei prodotti primi del suolo, cioè quelle inservienti a conoscere il processo di distillazione per ottener l’alcool, quello per l’estrazione dello zucchero, e singolarmente quello del caseificio.

Ma tutto ciò sarebbe opera lunghissima e supporrebbe in chi scrive una vastità di cognizioni che confessa di non avere. Da qui però risulta chiaramente che un buon agricoltore noi non l’avremo mai finchè non possa trovar riunite tutte queste cognizioni senza bisogno d’andare a tentoni, con gran probabilità d’illudersi. Solo un’educazione specialmente agricola potrebbe arrivare allo scopo. Una istituzione di tal fatta non lascerebbe il dilettante d’agricoltura in balia a se stesso, nè alle sole teorie buone o false d’un tal libro. In quella, molte specialità sarebbero riunite allo scopo di imprimere direzione ed unità al complesso delle cognizioni, e di assegnare a ciascuna cognizione il giusto suo posto e la sua importanza.

Per tali riflessi troverete forse scusabile che io mi sia limitato a darvi quelle notizie d’agricoltura che più strettamente si riferiscono al lavoro dei campi.

fine del volume secondo ed ultimo.