Trattato completo di agricoltura - Volume II/Degli Agrumi/4

Taglio

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del taglio degli agrumi.

§ 956. Generalmente il taglio degli agrumi è più accurato di quello che ordinariamente si eseguisce per gli altri alberi fruttiferi; ciononpertanto è ben lontano dal raggiungere una certa qual perfezione, o regola, come già indicammo per altre piante e spalliere. Per lo più ci accontentiamo negli agrumi a dare loro e conservare una forma sferica o conica, colla base in alto od in basso, levando i rami succhioni che scorrono troppo alto, o quelli che troppo escono orizzontalmente, ma poco ci curiamo in ciò dell’esistenza o della miglior condotta dei rami fruttiferi.

Noi per ora ci accontenteremo di esaminare il taglio delle piante educate in piena terra, e diremo che esso pure si distingue in taglio propriamente detto, in taglio verde, e nello sgemmamento o levata delle gemme inutili. [p. 298 modifica]

Il taglio propriamente detto, si fa di preferenza quando sia terminato il verno, e che le piante sicuramente non possano più temere abbassamenti di temperatura tali da far perire alcuna parte di esse. Operando in quest’epoca, i tagli non restano per molto tempo esposti all’umidità stagnante della stagione fredda, ma si ricoprono facilmente in totalità od in gran parte per l’imminente sviluppo della vegetazione; oltre che tolgonsi tutti i ramicelli guasti o morti pel freddo o per altri contrattempi atmosferici, non che quelli che avessero sofferto durante l’operazione del coprire e dello scoprire la piantagione, dove tale costume è richiesto dalle condizioni dei clima. Al finire dell’autunno si toglieranno tutt’al più i seccumi formatisi entro l’anno ed i rami che fossero stati guasti dalla grandine od altro.

Col taglio adunque dovremo attendere a dare la forma alla pianta, suddividendo le prime diramazioni, e mantenendo riempiti i vani che fra queste esistono coi minori ramicelli da frutto. L’allungamento dei rami tanto in altezza quanto ai lati deve essere proporzionato alla robustezza della pianta, non che alla di lei qualità o varietà, alla maggiore o minor fertilità del suolo, ed al clima più o meno caldo, e sarà da 0m,08 a 0m,55 e non di più. Le forme di cono colla base in alto esigono un certo qual vano interno a guisa di calice, acciò l’aria e la luce abbiano un libero accesso per ogni parte dei rami. Nella figura a pallone è difficile mantenere vuoto il centro, ma è necessario diradarlo mondandolo dai ramicelli, non solo col taglio ma anche collo sgemmamento. Nella forma a piramide o conica colla base in basso, che è quella che meglio conviene ai limoni, non potendo ottenere il vuoto nella parte larga od inferiore del cono, si dispongono i rami in modo da formare varj piani, come presso a poco è mostrato dalia figura 316, a, rassomigliando, la ramificazione degli abeti, sostenendone i principali a pertiche espressamente disposte.

I rami e germogli succhioni, i quali sorgono il più delle volte ritti e privi di germogli laterali, formando tutt’al più qualche fiocchetto di quattro o cinque germogli all’estremità, devono levarsi col taglio, quando non occorrano per riformare la pianta guasta in qualche parte. In questo caso per facilitare l’uscita dei germogli laterali in basso, importa cimare i succhioni nel luglio quando sporgono troppo lateralmente all’infuori. Ma invece di levare questi rami col taglio dopo che [p. 299 modifica]sonosi completamente sviluppati, sarebbe assai miglior cosa il regolarli colla cimatura dei germogli, o coi tagliarli affatto alla base, poichè in tal guisa acquisterebbero maggior vigoria i frutti ed i rami che meritano d’essere conservali.

Il taglio verde ordinariamente si fa alla fine di Giugno od al principio di Luglio quando la vegetazione ha di già fatto il suo primo sfogo, e quando i germogli sono abbastanza bene sviluppati da potersene riconoscere la loro qualità, nonchè la loro direzione e robustezza. In questo tempo si eseguisce anche la cimatura di quei germogli che voglionsi in parte conservare, senza che troppo snervino la pianta. Il coltivatore od il giardiniere deve avere quell’occhio pratico che gli serva a distinguere i germogli che si allungano ben poco e che formano piccoli rametti, i quali nel venturo anno portano fiori, da quelli che si allungano di molto e che costituiscono veri rami succhioni, i quali soltanto al loro apice formano poscia un mazzetto di altri cinque o sei germogli anticipati o secondari. — I primi devono essere lasciati per intero, accontentandosi di togliere soltanto quelli che troppo ingombrassero, trovandosi molto vicini ad altri di simil genere.

I germogli succhioni devonsi levare sin dalla base, se sorgono ove non sia bisogno di rifornire la pianta di altri rami; e si cimeranno quelli che sorgessero all’estremità delle diramazioni, onde non deformino la pianta, sporgendo troppo all’infuori od all’insù. Così pure si leveranno quelli che per la loro direzione tendessero ad intralciarsi con altri rami.

Chi ben eseguisce questo taglio verde ben poco si trova imbarazzato nel taglio di primavera, specialmente se lo ripete anche in Settembre sui germogli messi fuori nell’Agosto.

Serve assai anche lo sgemmare tanto in primavera quanto nell’Agosto, perchè togliendosi le gemme che sorgono qua e là sui nodi del tronco o delle diramazioni, ove non farebbero che produrre germogli inutili, si evita che la pianta sperda inutilmente i propri umori.

La cimatura dei germogli si può fare comprimendoli fra l’unghia del dito pollice ed il polpastrello dell’indice. I germogli teneri si possono levare facilmente sino alla base col piegarli in basso; ma quando siano già un poco consistenti devonsi togliere con un ferro tagliente onde non produrre lacerazioni. Le gemme si possono sempre levare passandovi sopra leggermente col dito.