Trattato completo di agricoltura - Volume I/Del prato/18

Lojessa

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Del prato - 17 Coltivazione della vite

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della lojessa.

§ 481. La lojessa (vedi fig. 134), lolierella, lollio, conta moltissime varietà, ma quella coi nodi rossi è forse la migliore. Secca, ma non troppo matura, è buona pei cavalli; più tenera e verde serve per le vacche da latte. Resiste molto al freddo, per il che ve l’ho già indicata come la più opportuna per le marcite. Sopporta discretamente la siccità, vuole un terreno argilloso, non troppo compatto, ma umido. Dopo due anni, se non è possibile l’irrigazione, scema di vigore e deperisce: anche nei prati irrigatorj, dopo alcuni anni, scompare per dar luogo ad altre erbe.

Il miglior seme di lojessa è quello che matura nella primavera del secondo anno. Si semina sola sul frumento o sulla segale, o meglio ancora coll’avena in primavera. Richiede molto concime azotato, e non è conveniente alternare la lojessa col frumento, perchè richiede quasi gli stessi principj, e quando lo si voglia fare, sarà bene frammischiarla al trifoglio, come si usa nelle spianate o prati da vicenda.