Trattato completo di agricoltura - Volume I/Dei cereali/20

Varietà

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varietà di melgone.

§ 717. Nel melgone si distinguono molte varietà le quali, sebbene tutte somiglianti nella forma esterna, ad [p. 696 modifica]eccezione del maggior o minor sviluppo della pianta, non sono però tutte egualmente produttive, nè tutte esigono la stessa somma di calore per maturare il loro frutto; e quest’ultima differenza è forse la più importante, dipendendo da essa la possibilità di poterne fare la coltivazione in un dato clima, o dopo una data epoca. Le principali varietà sono:

Il melgone tardivo, detto anche autunnale, o maggengo, perchè seminasi in aprile e si raccoglie in autunno; il suo grano è giallo, spiga o pannocchia (fig. 175) lunga e grossa, con 13 o 14 od anche 16 ranghi o linee di 35 a 40 grani per ciascuna; esige una somma di circa 3000° gradi di calore, temperatura media diurna. 175.Lo stelo arriva a metri 1,20, più o meno secondo la stagione più o meno umida; spesso porta due spighe: l’ettolitro pesa circa 75 chilogrammi.

Il melgone d’estate, detto comunemente agostano; ha stelo più basso, spiga meno grossa, asse mediano o torso più sottile, 10 a 12 linee di 20 a 25 grani ciascheduna, di color giallo carico, più piccoli di quello del tardivo, pesa 78 chilogrammi l’ettolitro ed anche più. Matura con una somma di 2300° a 2400° gradi di calore, poichè si semina negli ultimi giorni di maggio o nei primi di giugno, dopo la spianata, il ravizzone od il lino, e si raccoglie verso la fine di settembre. Di rado porta due spighe, ed esige bene spesso due irrigazioni, l’una prima della fioritura, l’altra alquanto dopo. Nei terreni asciutti si coltiva utilmente seminato in primavera, perchè maturando verso la metà d’agosto, ha tempo di formare il grano intanto che la terra conserva ancora un poco della sua umidità. In tal caso produce di più, è più pesante, e spesso conta 14 ranghi di 30 a 35 grani ciascuno. La farina del melgone estivo, raccolto in settembre, è migliore di quella del tardivo.

Melgone quarantino, che meglio si direbbe ottantino, poichè nel nostro clima, si semina al principio di luglio dopo il [p. 697 modifica]frumento o la segale, e non si raccoglie che nella prima metà di ottobre, per cui vegeta almeno per lo spazio ai 85 giorni e gode di una somma di temperatura di 1700 a 1800 gradi circa, al pari del miglio. Questa varietà non arriva che all’altezza di 0m,80 circa, secondo la stagione più o meno favorevale allo sviluppo erbaceo. Il grano di questa varietà è di un color giallo chiaro, piccolo; la spiga è della lunghezza di 0m,10 a 0m,15; torso assai sottile, e portante 8 ranghi di circa 15 a 20 grani per ciascheduno. Pesa 75 chilogrammi circa l’ettolitro. Giova ammollire la semente onde nasca più presto. Dopo il quarantino, seminato in seguito al frumento, non è conveniente il far succedere ancora il frumento, fuorchè fosse stato abbondantemente concimato, o che la siccità l’avesse mandato a male. In questo caso il suolo avrebbe acquistato più di quanto la coltivazione del melgone gli avrebbe levato. Questa varietà non è vantaggiosa che dove si abbia abbondante concime, e che sia possibile l’irrigazione, nei paesi asciutti, due anni sopra tre, non paga le spese di coltivazione.

Melgone a becco, perchè il di lui grano termina in punta ricurva come il becco d’un uccello. È più precoce del quarantino, ed alquanto più produttivo.

Melgone di Pensilvania, detto anche dell’Australia, sebbene in questa ultima regione vi sia stato trasportato dall’America. Questa varietà cresce altissima sorpassando talvolta i due metri in altezza; nell’America arriva persino ai 5m,0. Produce molte spighe, ordinariamente dalle due alle tre, esige però una somma di calore assai maggiore delle altre varietà già accennate; 3200 gradi sono appena sufficienti per la sua maturanza, motivo pel quale bisogna andar cauti prima d’introdurlo in grande nel nostro clima. Seminato anche alla metà d’aprile non lo si potrebbe raccogliere che verso la metà di ottobre. La spiga è grossa, assottigliata verso la punta, porta 12 a 14 ranghi di 50 grani, di color giallo chiaro, piani e rassomiglianti quasi ad un’unghia umana. L’ettolitro pesa dai 75 ai 78 chilogrammi; vuol caldo ed umidità, per il che non si potrebbe introdurre con successo la coltivazione se non nei terreni irrigabili.

Melgone bianco, rassomiglia in tutto al melgone tardivo, fuorchè nel color bianco dei grani e nel peso che è di due a tre chilogrammi minore.

Melgone di Virginia. Affatto simile a quello giallo di [p. 698 modifica]Pensilvania nel modo di vegetare e nei bisogni. Il grano è parimenti appianato, ma di color bianco; matura ciononpertanto più a stento del giallo, e facilmente degenera prendendo quest’ultimo colore.

Le varietà a grano bianco sono meno apprezzate: la loro farina è meno saporita, e serve piuttosto a far pane che a far polenta. Il colore nei vegetali, e singolarmente nel frutto, non è una cosa indifferente, poichè al colore va sempre unita qualche sostanza aromatica non ben conosciuta, ma che pure è quella che costituisce lo speciale abboccato dei frutti. Queste sostanze aromatiche accompaguano soprattutto i colori rosso e giallo.

Vi sono poi delle altre varietà a grano rosso o nerastro, analoghe a quelle di color giallo nel modo di vegetare, ma che passano continuamente in dimenticanza, attesa la qualità inferiore della loro farina.