Trattato completo di agricoltura - Volume I/Dei cereali/13

Dell'avena

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dell’avena

§ 686. Il grano dell’avena che una volta serviva anche a far pane, ora non è adoperato che per mantenere o ristorare le forze de’ cavalli. L’abbondante parte erbacea di questa pianta ce la rende preziosa anche qual foraggio verde tanto [p. 678 modifica]per le vacche, quanto pei cavalli. L’avena non isdegna anche i terreni poco fertili e sabbiosi; poco soffre per l’aridità; ed il frumento succede all’avena meglio che dopo la segale o l’orzo. Tanta è la forza con cui vegeta questa pianta che non richiede assolutamente un terreno lavorato con diligenza, nè soffre le cattive erbe, che vi rimangono soffocate. Non è però a credere che la coltivazione accurata e la concimazione siano cose inutili per questo cereale, che anzi compensa facilmente ogni cura che gli venga prodigata.

§ 687. Varietà. Le varietà dell’avena che si coltivano sono pochissime, anzi nei nostri paesi può dirsi che se ne coltivi una sola. Le principali però sono le seguenti.

173.L’avena comune (avena sativa) (fig. 173), ha la spiga allargata, ed i grani restano vestiti anche dopo la battitura. Si semina di solito in primavera, ma si potrebbe abituare anche ad essere seminata in autunno nei paesi dove non geli fortemente nel verno. Questa è la specie coltivata più comunemente.

L’avena d’Ungheria (avena unilaterale) ha la spiga pochissimo ramosa, ed i semi sono tutti rivolti da una parte; i grani restano vestiti. Si semina in primavera.

L’avena di Georgia e di Siberia, produce grani grossi, pesanti, vestiti, ruvidi. È quella che vegeta con maggior forza e prestezza. L’abbondantissimo fogliame la fa preferire per foraggio. Pochissimo conosciuta; si semina in primavera.

§ 688. Composizione. La farina d’avena analizzata, sopra 100 parti; dà i seguenti composti: [p. 679 modifica]

Glutine ed Albumina 13.7
Amido 46,1
Materie grasse 6.7
Gomma 3.8
Zuccaro 6,0
Legnoso, ceneri e perdita 23.7
100,0.

La combustione ci fornisce la cognizione dei componenti inorganici:

Grano Paglia.
Potassa e Soda 22.30 47,90
Calce 3,50 4,84
Magnesia 14.30 3,44
Ossido di Ferro e Manganese 3,12 1,47
Acido fosforico 42,54 0,51
    »    solforico. 1,70 4,50
    »    silicico. 12,51 22,14
    »    cloroidrico — — 0,81.

Da questi dati rilevasi che l’avena poteva a giusto diritto esser convertita a far pane, poichè la proporzione delle sostanze azotate vi è quasi nello stesso grado che nel frumento. Ma se si farà ii calcolo della quantità di grano svestito che può produrre una data superfìcie di terreno, si vedrà che si otterranno maggiori proporzioni di sostanze alimentari col frumento che non coll’avena. Se poi esaminiamo la composizione della paglia, abbondante più d’ogni altra in potassa e soda, possiamo arguire ch’essa conterrà una sostanza amilacea nutriente, motivo per cui viene tanto appetita dal bestiame.

§ 689. Clima, terreno, concime. L’avena teme il freddo, per il che non si coltiva che di primavera; le sue radici sono assai più sensibili al freddo, che non le foglie. Questa pianta per maturare esige una somma di calore di 1750 circa di temperatura media diurna; fiorisce a 16° e matura ai 18° circa, per cui non può essere coltivata come secondo prodotto.

Il terreno che più s’addice alla coltivazione dell’avena è il siliceo-argilloso-calcare, perchè un terreno mobile favorisce la sua rapida e vigorosa vegetazione, e perchè teme assai più [p. 680 modifica]l’umidità che non il secco. Nei terreni argillosi e pingui abbonda troppo in fogliame, facilmente versa, od è presa da quella malattia che dicesi carbone.

Il concime anche grossolano usato dalle precedenti coltivazioni gli è utilissimo; e, come tutti i cereali a rapida vegetazione, gli riescono inutili le concimazioni superficiali fattegli dopo la nascita in primavera. Nei terreni magri val meglio lavorare qualche volta di più la terra, che fornirli di un concime che l’avena a stenti potrebbe appropriarsi, se non nel caso che fosse ben scomposto.

§ 690. Coltura. Come si è detto l’avena non richiede una coltura molto accurata, ciononpertanto, se prospera con un sol lavoro in primavera, sarà sempre bene fargli precedere un lavoro avanti l’inverno, ed una concimazione non troppo abbondante avanti il secondo lavoro.

La coltura di questa pianta varia secondo che se ne voglia trarre semplicemente il foraggio, mettendo a profitto la sua parte erbacea, oppure che si voglia il seme. Per averne foraggio si può seminare dall’agosto sino alla metà di settembre con un sol lavoro. Verso la fine di ottobre ed anche sino alla metà di novembre si può tagliare per somministrarla al bestiame, poichè, come già dissi, la parte erbacea resiste discretamente alle brine ed ai primi geli, quando già le radici cominciano a soffrire. Se invece vogliasi ottenere il seme si semina in marzo, passato il pericolo del gelo, e quando l’atmosfera siasi discretamente riscaldata. La sarchiatura riesce inutile.

La quantità di semente varia pure a norma di queste due maniere di coltivazione. Se vuolsi il seme la quantità sarà minore che se vogliasi aver soltanto ii foraggio; nel primo caso si adopereranno 2 ettolitri e mezzo circa per ettaro, perchè tallisce molto; e nel secondo si semineranno 4 ettolitri, essendo che non si cerca il tallire, ma piuttosto l’abbondanza di fogliame per mezzo di molti e fitti steli.

L’avena è coltivata in grande soltanto nella parte irrigua, ove di solito gli si prepara un terreno profondo e discretamente concimato con sostanze grossolane, poichè serve a disporre la spianata nel modo che già vi dissi al § 453.

§ 691. Raccolto. L’avena non matura contemporaneamente i suoi semi, ma gradatamente, per cui abbisogna aspettare che tutta sia matura e di color gialliccio. Questo ritardo non porta danno, poichè i semi si staccano difficilmente. [p. 681 modifica]Nel clima della parte piana della Valle del Po matura circa verso la metà di luglio.

La mietitura, battitura e ripulitura si fa nei modi usati cogli altri cereali.

§ 692. Prodotto. Limitandoci ad osservare il prodotto dell’avena considerata come cereale, si riscontra per calcolo medio che 100 parti di questa pianta allo stato normale forniscono circa 60 di grano vestito. Il grano stagionato perde 21/100, e la paglia disseccata 29/100 del proprio peso.

Un ettaro di terreno produce circa 38 ettolitri di grano vestito, pesante un dipresso 44 chilogrammi l’ettolitro; ed il valore commerciale dell’avena è per media di minore di quello del frumento, per il che scorgesi che questa coltivazione non può surrogare il reddito del frumento, e non conviene che per disporre il terreno a spianata; oppure per averne foraggio.