Trattato completo di agricoltura - Volume I/Coltivazione del gelso/9

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prodotto del gelso.

§ 606. Il prodotto del gelso varia secondo il clima e le annate considerate nei loro effetti meteorici; varia secondo l’età, il terreno ed il modo con cui vien regolata la pianta in quanto al taglio; ed il valore del prodotto varia secondo la ricerca pel mantenimento dei bgico da seta.

§ 607. In un clima caldo-umido e nelle annate calde ed umide, il gelso potendo fare una maggior cacciata dopo il taglio di estate, ci procurerà una maggior quantità di foglia per l’anno seguente. Vi hanno però dei climi e degli anni, che quantunque in complesso si possano chiamar favorevoli alla vegetazione del gelso, pure essendo, per circostanze [p. 595 modifica]locali od eventuali, soggetti a tarde brine che distruggano le prime messe, obbligandoci a ritardare l’educazione del baco da seta, ritardano eziandio anche la sfrondatura e per conseguenza la pianta ha un minor tempo consecutivo per formare la cacciata utile e matura pel venturo anno. Come pure vi possono essere dei climi favorevoli al gelso in quanto alla primavera, all’estate ed all’autunno, ma nel verno andar soggetti a forti geli che mortifichino una parte più o meno estesa della cacciata annuale, riducendo a poca cosa quella porzione che serve a dar foglia per l’anno seguente. Epperò in pratica si osserva che non sempre il prodotto di foglia è in ragione della cacciata dell’anno precedente, ma che piuttosto è in ragione del complesso delle circostanze meteoriche della primavera. Molte volte il gelso muove presto, indi sopravvenendo continuate pioggie, il terreno si raffredda di troppo, la vegetazione resta stazionaria per 15 o 20 giorni, ed il gelso produce più frutti che foglie. Altre volte una non troppo tarda brina distrugge interamente la prima vegetazione, la pianta riprendendo la vegetazione in una stagione più regolarmente e sicuramente calda, in pochi giorni si riveste d’abbondante fogliame, con pochi frutti, perchè distrutti dalla brina colla prima vegetazione. Egli è dunque frequente che il coltivatore s’inganni nella quantità di semente de’ bigatti che può allevare, trovandosi spesso con poca foglia negli anni senza brina, perchè credette poterne allevare di più, ed avanzandogli quasi sempre foglia quando succede la brina, perchè crede distrutto in parte il prodotto del gelso; aggiungasi a ciò, che quando si è obbligati a ritardare di qualche giorno la nascita de’ bigatti, questi incontrando poi una stagione più calda, percorrono più rapidamente la loro vita di bruco, e mettono maggiormente a profitto la foglia che resta anche più sostanziosa.

§ 608. La diversa età del gelso è quella che, a parità di condizioni meteoriche e terrestri, dovrebbe essere la sola causa di differenza nel prodotto di foglia. Un gelso, educato in modo regolarmente aumentante nei rami, ed in condizioni discretamente favorevoli, darebbe per media i seguenti risultati, ritenuto che la sfrondatura s’incominci nel sesto anno dopo l’impianto. [p. 596 modifica]

Età del gelso.   Prodotto in foglia.
Anni 6 Chil. 5
» 10 » 15
» 20 » 25
» 30 » 50
» 50 » 80 e più.

Epperò, un decaro (1000m quadrati) di terreno coltivato a gelsi d’asta, godenti una superficie di circa 45m quadrati, contenendo 22 gelsi, producenti per media chil. 30 di foglia ciascuno, darà un prodotto di 660 chilogrammi di foglia. Ed un decaro di terreno coltivato a gelsi da siepe, godenti ciascuno una superficie di metri cinque, e contenente per conseguenza gelsi 200, a chil. 6 ognuno, darà chil. 1200 di foglia. Egli è chiaro però che il terreno più o meno buono influirà assai sul maggior o minor prodotto di quanto ho esposto.

§ 609. Il taglio poi ha una influenza ancor più grande, a parità di circostanze. Chi ha il mal costume di tagliare tutti i rami secondarj del gelso ogni tre o quattro anni, senza esservi obbligato dalla qualità del clima, e senza innalzare od estendere d’alcun poco la pianta ad ogni taglio, non potrà mai calcolare sopra quei progressivo aumento di foglia che è portato dall’età; dopo d’aver raccolto per esempio 50 chil. da un gelso, l’anno seguente al taglio dovrà accontentarsene di 25; e così renderà inutile la maggior grossezza della pianta, e la maggiore relativa vegetazione naturale. Questo era l’uso antico della provincia di Milano, e si diceva interzare il gelso; il che in fin de’ conti voleva dire stabilire sul gelso una rotazione di tre o quattro anni, come se si trattasse d’una capitozza di pioppo o di salice. È vero che in tal modo chi sfronda il gelso è più sicuro di non cadere; è vero che la foglia, sopra cacciate tenere, è larga e si coglie con maggior facilità; ma è pur vero che la foglia riesce meno sostanziosa, e che si diminuisce della metà quel prodotto che noi cerchiamo colla coltivazione del gelso. — Nelle provincie di Crema, Cremona, di Bergamo, Brescia e generalmente nelle montuose, ove, il suolo calcare e soffice favorisce la vegetazione del gelso, questa pianta produce talvolta da 100, sino a 200 chil. di foglia, quando abbia [p. 597 modifica]oltrepassati i 50 anni; ma colà il gelso non va soggetto ad un taglio propriamente detto, facendoglisi soltanto una mondatura dei rami morti, guasti, tortuosi o pendenti; il raccolto della foglia è più difficile; ma vi si rimedia con buone scale, e la qualita della foglia è sicuramente migliore se vogliamo considerare la miglior qualità di bozzoli che si ottiene dai bigatti allevati con essa. Con questo non voglio dire, seguite questo piuttosto che un altro metodo per regolare il gelso, ma vi raccomanderò di osservare quei dati teorici e pratici che già vi ho indicati, e che devono servir di norma a seconda delle varie località e delle varie circostanze.

§ 610. Altro poi è il prodotto d’un gelso se si considera soltanto la quantità in peso di foglia, ed altro è il prodotto se si considera il valore, ossia il suo reddito in denaro. Questo valore è costituito dalla ricerca che si fa della foglia pel mantenimento del baco da seta. In una provincia ove si educhino molti bachi, la foglia sarà ricercata, ed un coltivatore potrà vendere a buon prezzo la foglia de’ proprj gelsi; ma se invece un gran numero di coltivatori volesse vendere la foglia, e pochi mantenessero i bigatti, in allora la foglia sarà poco ricercata e quindi a bassissimo prezzo. Avviene altresì che, o per circostanze meteoriche contrarie alla vegetazione del gelso, o perchè sianvi molti bigatti in un dato paese, la foglia salga a prezzi favolosi, difficilmente compensabili anche da un bel raccolto di bozzoli. Altre volte all’incontro la cattiva riuscita de’ bachi verso la metà od il termine della loro educazione, od una straordinaria vegetazione di gelsi dovuta al tempo favorevole, fa ribassare il prezzo della foglia al punto da metter il dubbio, a chi non tenga bigatti, se convenga o no il coglierla.

Nelle provincie di Milano, Pavia, Lodi e Crema, dove l’estensione dei fondi irrigatorj ed il sistema di conduzione di essi non permette la colonia, la foglia de’ gelsi è quasi per intero venduta a quei coltivatori della parte asciutta, che lavorano i fondi a colonia. In queste province il prezzo della foglia nella stima de’ fondi si calcola di franchi 6 circa ai quintale. Nelle provincie asciutte, e singolarmente nelle montuose, dove il fondo è quasi interamente lavorato da coloni, la foglia è tutta convertita ai mantenimento de’ bigatti, e quei pochi che per circostanze particolari non possono allevarne, vendono la foglia de’ loro gelsi da franchi 8 a 12 ai quintale, negli anni e nelle circostanze ordinarie, salendo il detto prezzo sino a 20 [p. 598 modifica]e 30 franchi negli anni di maggior ricerca. Così un decaro di terreno a coltivazione promiscua di gelsi, viti e cereali, come son quasi tutti i fondi dell’alta Lombardia, potendo produrre un quintale di foglia, avrebbe per questo solo prodotto, dato un reddito di franchi 10 sino a 30, cui poco devesi dedurre per spese di coltivazione.