Trattato completo di agricoltura - Volume I/Botanica agricola/8

Della fecondazione

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della fecondazione.

§ 32. Ora che conoscete il fiore, resta a sapere come si eseguisca la fecondazione, che è la funzione più importante d’un organismo qualunque.

Vi ho già fatto notare che le piante non hanno sempre fiori ermafroditi, cioè fiori che contengano entrambi gli organi sessuali, molte ve ne hanno che tengono fiori maschi [p. 46 modifica]e femmine separati, e molte che hanno soltanto i femminili od i maschili. Ora la natura provvide le piante d’una materia fecondante (polline), assai leggiera, polverosa e che può essere trasportata dal vento o dagli insetti anche a grandi distanze. Di solito però nelle piante a fiori dei due sessi divisi fra loro, il fiore maschio trovasi in alto ed il polline, cadendo, può facilmente andare sullo stigma del fiore femminile come succede nel melgone. Nei fiori ermafroditi gli stami sono più lunghi del pistillo se stanno verticali, ed invece sono più corti se il fiore è pendente; quando sono allo stesso livello possono tenere qualunque posizione.

§ 33. L’epoca della fecondazione, per riguardo al fiore, avviene quando.il fiore appassisce, restando meglio allo scoperto gli organi sessuali. Allora le antere si schiudono e e spandono intorno il polline che cade o che viene raccolto e deposto sugli stigma, e quindi tradotto per lo stilo nell’ovario a fecondare gli ovuli (fig. 35). 35. Spaccato d’un fiore di rosa. — ct e cf Calice. — e Stami. — s Pistilli. — o Ovarj.Durante la fecondazione, negli organi sessuali veggonsi distintamente alcuni movimenti. Gli stami ordinariamente si portano verso il pistillo, e più precisamente verso lo stigma; oppure lo stigma vedesi più rigonfio, umido e dotato di un movimè nto di dilatazione e restringimento appena che qualche cosa di estraneo lo tocchi. Nelle piante acquatiche i fiori per fecondasi si portano alla superficie e, fecondati, di nuovo si nascondono sott’acqua; oppure quando il fiore non possa portarsi alla superficie, la fecondazione s’opera fra gl’involucri (calice e corolla), sotto i quali se non penetra l’acqua vien raccolta dell’aria traspirata dal fiore istesso, e che serve a lasciar libera la strada al polline. [p. 47 modifica]

Compita la fecondazione, i petali che formano la corolla, appassiscono e cadono, gli stami disseccano, e nel centro non resta che il pistillo spesso adagiato sul calice; poi lo stigma elo stilo, divenuti inutili, cadono lasciando solo l’ovario, cui resta affidata l’opera della riproduzione.

Da qui gli agricoltori dovrebbero accorgersi di quanto importi rispettare il fiore maschile nei cereali, smettendo l’uso riprovevole di togliere al melgone il fiore maschio ancora immaturo, per convertirlo in cibo pel bestiame, a scapito del peso, del volume e della bontà del grano. Non si teme forse la pioggia nel tempo della fioritura del frumento, dell’uva e di tutti gli altri frutti, perchè essa dilava i fiori e spesso trascina in basso il polline senza avergli lasciato il tempo di spandersi a fecondare il fiore? Perchè dunque quel che vale in un caso non vale per un altro identico? Non vi ha scusa; non si può addurre nemmeno l’utile; accusatevi piuttosto d’ostinazione o d’ignoranza.