Trattato completo di agricoltura - Volume I/Botanica agricola/5

Delle foglie

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delle foglie.

§ 14. Le foglie sono quelli organi ordinariamente piani, membranosi, verdastri, generalmente orizzontali, che nascono sullo stelo o sui rami degli alberi, od appena sopra le radici nelle erbe. Presso le foglie stanno le gemme dei fiori o dei rami.

§ 15. Nelle foglie, che possono variare infinitamente di configurazione e disposizione, costanti però nelle piante della stessa specie o genere, noi non distingueremo che il picciuolo e la vera foglia od espansione verdastra (fig. 15, 16, 17, 18, 19 e 20). Il picciuolo, serve d’attacco alla radice, allo stelo od al ramo e da esso si diramano le nervature che sono come il telajo della foglia. Fra le nervature sta la sostanza verde, molle o polposa, ricoperta da una membranella o pellicola trasparente analoga a quella che vi ho fatta notare sullo stelo, e sul giovane tronco. Non tutte le foglie sono attaccate per un picciuolo deciso, ossia per quel fascetto di nervature fra loro riunite come nel pero nel pioppo; alcune si partono dalle radici o dallo stelo abbracciandone una parte od anche [p. 33 modifica]circondandolo interamente, sorgendo da un nodo, come avviene nel frumento, melgone, canna, ecc., (fig. 21 e 22). 21. Foglia di poligono. — p Picciuolo abbracciante il fusto g.
22. Foglia d’una graminacea. — g Guaina circondante il fusto. — f Espansione fogliacea.
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§ 16. Le foglie, come dissi, presentano ordinariamente un piano orizzontale o quasi orizzontale, con una parte che guarda in alto detta pagina superiore, e l’altra che guarda in basso verso terra detta pagina inferiore. La pagina superiore è più liscia, più verde, coperta da un’epidermide più aderente ed unita; quella inferiore ha un colore meno carico e spesso è coperta da peli; l’epidermide è meno unita e presenta un numero di aperture o pori, pei quali le piante compiono la loro respirazione. Nelle piante acquatiche questi pori o stomi stanno invece sulla superficie o pagina superiore della foglia nuotante, siccome quella che è esposta all’aria: nelle piante che restano intieramente sommerse le foglie non hanno epidermide e sono per conseguenza prive di pori: la sostanza verde ossia il parenchima è in contatto coll’acqua egualmente d’ambe le parti.

§ 17. In alcune piante le foglie muojono e cadono ogni anno, quantunque la radice, il tronco ed i rami si conservino vivi; spesso le foglie cadono da sè dopo la fruttificazione della pianta, od al sopravvenire della stagione fredda, oppure in primavera allo spuntare delle nuove foglie. Queste piante diconsi a foglie caduche: le foglie a picciuolo lungo sono le più facili a cadere; quelle che abbracciano lo stelo (ordinariamente erbe) muojono insieme con esso. Cert’altre invece conservano le foglie verdi anche nel verno e per alcuni anni, lasciando cadere soltanto le più antiche, obbligate a staccarsi per l’ingrossare dei rami e per l’indurirsi della corteccia. Tali piante diconsi sempre verdi.

§ 18. Vi ho detto che le foglie possono paragonarsi co’ polmoni negli animali, e che non servono direttamente alla nutrizione; esse però sono quelle che rendono adatti alla nutrizione della pianta gli umori o sostanze che vennero assorbite dalle radici, come i polmoni servono alla sanguificazione, rendendo il sangue adatto alla riparazione ed all’accrescimento dell’organismo animale.

In fatti nelle foglie per mezzo di quei pori che abbiamo [p. 35 modifica]veduto esistere alla pagina inferiore, l’umore assorbito viene a portarsi in contatto dell’aria ove si modifica chimicamente assorbendo da questa alcuni principj ed esalando da sè alcuni altri. Questa funzione ch’esercitano le foglie sull’aria non si manifesta se non in concorso della luce e d’un certo grado di calore. Servono inoltre le foglie a favorire l’ufficio assorbente delle radici, a trasmettere nell’aria la sovrabbondanza d’umidità, certi gas ed alcune sostanze inutili alla nutrizione. Ma di tutte queste cose ne parlerò più a lungo spiegandovi il processo di nutrizione dei vegetali.

Se volete convincervi che le foglie decompongono l’aria, ossia che le tolgono una porzione d’un suo componente detto gas acido carbonico, del quale però non ritengono che il carbonio, restituendo all’aria l’ossigeno che lo ha acidificato, potete provarlo in questi due modi. Prendete un vaso di vetro capovolto sopra del mercurio, ed esposto alla luce, sotto di questo introducete una foglia verde staccata di recente, indi fate passare per di sotto al mercurio una certa quantità di vapore di carbone nel quale un lume od un pezzo di legno in combustione tostamente muore: lasciatevi la foglia per qualche giorno, indi ponete un lume od un pezzo di legno acceso sotto al vaso che questi vi arderanno, poichè fu tolto in parte il carbonio e lasciato libero l’ossigeno. In altra maniera, ponete una foglia verde entro l’acqua comune, la quale contiene sempre dell’aria, e vedrete la foglia coprirsi di bollicine aeree che continuamente si staccano e si rinnovano. Private invece della luce, come durante la notte, le foglie, hanno ancora una debole azione sull’aria, ma se di giorno è posto in libertà l’ossigeno, di notte invece vien esalato acido carbonico. Comune infatti è l’osservazione che di giorno sotto le piante provasi un senso di piacere, e che invece durante la notte la respirazione diviene un poco affannosa, provandosi un peso alla testa.

Oltre al decompor l’aria, le foglie decompongono in parte [p. 36 modifica]anche l’umidità ossia l’acqua, trattenendo una porzione d’idrogeno e lasciando in libertà l’ossigeno.

§ 19. Se poi volete convincervi che le foglie servono a favorire l’assorbimento degli umori per mezzo delle radici, non avete che a porre in due vasi separati, contenenti entrambi la stessa quantità di acqua, due pianticelle, ad una delle quali siansi levate le foglie ed all’altra no, e vedrete che quel recipiente che contiene la pianta munita di foglie si vuoterà dell’acqua molto tempo prima dell’altro.

Come pure vi sarete accorti che in certe occasioni di contrattempi atmosferici, di siccità, di freddi fuori di stagione, ecc. le foglie si coprono d’una patina biancastra, la quale non è altro che una sostanza che non potè continuare la sua circolazione nella pianta e che viene depositata alla superficie delle foglie, coll’evaporazione dell’umidità. Per queste sole cognizioni intenderete come e quanto sia di danno lo sfogliare le piante durante la vegetazione; perchè il gelso muoja facilmente sfrondato ogni anno nel momento che la nutrizione è più attiva; perchè il melgone isfogliato dissecchi più presto e resti di grano più piccolo e meno pesante; perchè finalmente una causa qualunque, come la gragnuola, le prine o le nebbie, togliendo o disorganizzando le foglie, immediatamente ne soffra il vegetale intiero.