Trattato completo di agricoltura - Volume I/Botanica agricola/16

Differenze principali fra le tre grandi classi vegetali

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differenze principali fra le tre grandi classi vegetali.

§ 49. Fra le piante monocotiledoni, dicotiledoni ed acotiledoni, quantunque la natura non abbia posta una separazione marcata, osservate nel loro complesso, si riscontrano alcune sensibili differenze di struttura e d’aspetto. [p. 61 modifica]

§ 50. Il tronco nelle dicotiledoni è ordinariamente duro e ramoso; cresce per mezzo della linfa discendente che s’organizza e s’indura sovrapponendosi e quasi rivestendo il primo stelo, per cui aumentano contemporaneamente in lunghezza e grossezza, riuscendo più dure nel centro (fig. 49 e 11). Nelle monocotiledoni invece il tronco è più sottile, non ramoso, e tagliato pel traverso non presenta distinzione di strati concentrici, ma soltanto una parte esterna, la più dura, che di serve di scorza, ed una interna che è un miscuglio confuso di tessuto cellulare e fibre legnose, come vedete nel melgone (fig. 50); oppure nel centro di questo miscuglio od appena sotto la parte esterna più dura presenta un vuoto, come vedesi nel frumento, e nelle canne (fig. 51). La corteccia 49. Parte della sezione trasversale d’un tronco dicotiledone, — l b Aumento annuale.
50. Fusto di melgone.
51. Fusto di canna.
ha struttura affatto diversa della parte interna, ed è coperta [p. 62 modifica]dalle foglie o dalla loro base, in modo che, restando libera soltanto la gemma terminale, quasi mai il tronco riesce ramoso, come nel melgone, frumento, ecc., sebbene possa durare molti anni come nelle palme. It tronco delle monocotiledoni adunque non aumenta in lunghezza o grossezza per sovrapposizione di strati concentrici, ma soltanto in lunghezza per lo sviluppo della gemma terminale, aumentando ben poco in grossezza, e formando come tanti nodi da una gemma terminale all’altra. Tolta la gemma terminale, le monocotiledoni ordinariamente periscono, poichè le altre gemme laterali sono rinchiuse e soffocate dalle foglie che circondano lo stelo od il tronco (vedi fig. 22); facilmente dai nodi presso terra mandano radici aeree, come vedesi nella canna e nel melgone. Il tronco e le radici nelle monocotiledoni sono poi anche sprovvisti di lenticelle e gemme avventizie, per cui riesce impossibile ottenere una pianta conficcando nel terreno una porzione di stelo compresa fra un nodo e l’altro delle gemme terminali, come per la stessa causa non mandano polloni nè virgulti dalle radici.

§ 51. Le radici nelle piante dicotiledoni sono ordinariamente profonde, e ramose al pari del fusto; com’esso crescono per strati concentrici, ma s’allungano soltanto per l’estremità, e sono munite di lenticelle e gemme avventizie. Nelle monocotiledoni le radici sono formate da tanti prolungamenti indivisi, la cui struttura interna è simile a quella del tronco, più compatta cioè all’esterno.

§ 52. Le foglie nelle dicotiledoni hanno ordinariamente un picciuolo; la loro nervatura è reticolata, a margini spesso rientranti, ossia a foglie divise o dentate (fig. 52). Nelle monocotiledoni le foglie spesso mancano di picciuolo, ed abbracciano, come ho detto, [p. 63 modifica]fusto; le loro nervature sono parallele, per il che le foglie sono raramente divise, e raffigurano piuttosto una lista od una benda (vedi fig. 22).

§ 53. Le piante acotiledoni pel modo di vegetare e per la loro struttura si distinguono affatto da tutte le altre. Esse non hanno semi, e perciò si dissero acotiledoni: tali sarebbero i muschi, le felci, i licheni, i funghi. Ordinariamente queste piante non mostrano una vera distinzione fra tronco, radice e foglie; ma ogni loro parte rappresenta, come una gemma, un embrione, una cellula che, posta nelle opportune circostanze, manda un prolungamento nella terra, ed altro nell'aria. Queste piante sono quasi tutte erbacee, il tronco è rarissimo, solo alcune piante acquatiche ed alcune felci nei paesi caldi mandano un lungo prolungamento verso il cielo, simile a quello delle palme (fig. 53). Il fusto tagliato orizzontalmente presenta dei fascetti fibrosi disposti con certo ordine per entro il tessuto cellulare, e vicini alla periferia (fig. 54). I prolungamenti di tessuto cellulare che vanno nella terra a servir di radici si possono considerare tutti come radici avventizie. Le foglie nelle acotiledoni più sviluppate sono assai suddivise; ma queste suddivisioni scompajono [p. 64 modifica]affatto nelle piante inferiori, quali sono i licheni, i funghi e alghe (fig. 55, 56, 57, 58 e 59). 54. e p Corteccia. — m Parte centrale composta di tessuto cellulare. — vf Fascetti fibrosi.
55. Alga.
56. Funghi.
57. Licheni.

Dalla struttura e disposizione diversa di queste piante può scorgersi che le dicotiledoni sono le più atte a divenir grossi alberi ed a resistere al freddo ed alle intemperie; che le [p. 65 modifica]58. Muschio
59. Felce
monocotiledoni all’incontro saranno più sensibili alle condizioni atmosferiche e preferiranno i climi caldi; come le acotiledoni più sviluppate preferiranno pur esse i climi caldi; e, per la loro semplicità di struttura, saranno le prime a mostrarsi là dove incominci la vegetazione come sulle pietre e nell’acqua.