Trattato completo di agricoltura - Volume I/Botanica agricola/14

Del calore nei vegetali

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del calore nei vegetali.


§ 44. Nello stesso modo che il processo della vita sviluppa negli animali un calore proprio indipendente dall’atmosferico, così anche nei vegetali succede lo stesso effetto, quantunque meno sensibile. Negli animali il massimo calore trovasi negli organi che funzionano rapidamente e continuamente, come nei polmoni e nello stomaco, e la causa risiede nelle continue scomposizioni e combinazioni chimiche delle varie materie solide od aeriformi, le quali sono sempre accompagnate da sviluppo di calore, d’elettricità ed anche di luce. Perciò anche nei vegetali questa temperatura è più sensibile nelle parti giovani e rigogliose, come nelle foglie di giorno durante il loro ufficio, sotto la corteccia nel tempo della vegetazione, e specialmente nei fiori nel momento della fecondazione. Questo calore in alcune piante, dette aroidee, può superare, durante la fecondazione, persino di 8° in 10° gradi la temperatura atmosferica.

Anche nel tempo della germogliazione, quando, unitamente all’acqua, il seme si appropria dell’ossigeno; si ha uno sviluppo di calore, come può verificarsi mettendo un termometro entro un ammasso di grani germoglianti.

§ 45. Molti fiori, specialmente nelle sere calde e temporalesche, non mai quando l’atmosfera è umida, sviluppano della luce. Fra questi primeggiano quelli di colore giallo ranciato o rosso, come il nasturzio, il girasole, il garofano, la rosa d’India. Questa missione di luce accompagna sempre, al pari del calore, una funzione vitale nel momento più attivo, ed avviene in quelle parti che assorbono ossigeno e sviluppano l’acido carbonico.