Tapina me, ch’amava uno sparviero

Anonimo

1910 Indice:The Oxford book of Italian verse.djvu Letteratura Tapina me, ch’amava uno sparviero Intestazione 20 luglio 2020 75% Da definire

EPUB silk icon.svg EPUB  Mobi icon.svg MOBI  Pdf by mimooh.svg PDF  Farm-Fresh file extension rtf.png RTF  Text-txt.svg TXT
Nuvola apps bookcase.svg Questo testo fa parte della raccolta The Oxford book of Italian verse
[p. 85 modifica]

IGNOTO

37 Sec. xiii

TAPINA me, ch’amava uno sparviero:
     Amaval tanto ch’io me ne morìa!
     A lo richiamo ben m’era manero,
     Ed unque troppo pascer no ’l dovìa.
Or è montato e salito sì altero,
     Assai più alto che far non solìa;
     Ed è assiso dentro a uno verzero:
     Un’altra donna lo tene in balia.
Isparvier mio, ch’io t’avea nodrito,
     Sonaglio d’oro ti facea portare,
     Perchè dell’uccellar fosse più ardito;
Or se’ salito sì come lo mare,
     Ed ha’ rotti li geti e se’ fuggito
     Quando eri fermo nel tuo uccellare.