Differenze tra le versioni di "Misure generali del tempo e del luogo nell'itinerario infernale di Dante"

m
nessun oggetto della modifica
m (categorie)
m
::''Che i pesci guizzan su per l'orizzonta.''
 
Era dunque allora ancor notte, 3 ore prima che il Sole nascesse, che nasce ne' primi di Aprile alle 5 1/2½, erano le 2 1/2½ antemeridiane circa secondo questo mio computo, che par vero. Non era dunque ancora, e a gran pezza, la levata del Sole, come dice il Giannotti.
 
Or veggiamo la seconda mattina infernale notata dal Giannotti nell'Inferno di Dante. Seguitando Dante il cammino per l'Inferno, e trovandosi nella quinta bolgia dell'ottavo cerchio, descrive un'altra volta la mattina nel [[Divina Commedia/Inferno/Canto XX|Canto XX]]. Le parole son queste:
» La ''terza'' è questa che diciamo al presente. E viene Dante ad essersi trovato due mattine in Inferno.
 
Dunque, conchiude il Giannotti, due giorni naturali consumò Dante dal principio dell'Inferno fino al centro infernale quando descriverà la sera. Per altro dissi, e mostrai che la prima mattina del giorno di introduzione è pur vera, ma non la seconda, la quale riesce la prima delle due volute infernali; questa mostrai non essere la vicina levata del Sole, ma ci mancavano ancora circa tre ore, ossia erano le 2 1/2½ antimeridiane all'incirca, alla quale ora susseguita poi l'una mattina infernale (la vera) dal Giannotti contata per la seconda, ma erroneamente, ed è la mattina del Sabato santo, al qual dì precedette il plenilunio del Venerdì santo: onde sbaglia il Giannotti anche a dire che il Viaggio infernale fu cominciato il Giovedì santo di sera, e che nella selva si fosse smarrito Dante il Mercoledì santo di notte. Anzi è questa la verità testuale di Dante, che si è smarrito nella selva la notte del Giovedì santo, e che cominciò il viaggio infernale la sera del Venerdì santo, e che la seguente mattina del Sabato santo si trovò Dante nell'ottavo cerchio alla quinta bolgia, quando la Luna toccava già l'orizzonte occidentale, e per ciò nell'orizzonte orientale il Sole non solamente levava dall'orizzonte, come il dì innanzi nel plenilunio sarebbe levato con opposizion diametrale alla Luna, ma già era levatone per lo spazio di 13 gradi circa, ossia mancavano soli due gradi ad essere un'ora dopo levato il Sole. Erano dunque le 6 1/2½ antimeridiane poco meno in quella stagione, ai primi di Aprile.
 
Vedete dunque che le due mattine infernali del Giannotti tornano ad una, e che a questo punto abbiamo del viaggio infernale dalle 7 pomeridiane del Venerdì santo fino alla mezza notte, ore cinque, e dalla mezza notte in fino a quest'ora ore 6 1/2½ antemeridiane, ore in tutto 5 + 6 1/2½ = 11 1/2½.
 
Or seguitando il Giannotti a pag. 26 della stampa fiorentina, e a pag. 16 del ristretto nella stampa milanese « adunque trovasi Dante il Sabato mattina poco innanzi il nascimento del Sole (correggi ''tre ore innanzi al nascimento del Sole'') all'entrare nella quinta bolgia; e, seguitando il cammino, arriva alla decima bolgia, nella quale innanzi che entri è ammonito da [[Autore:Publio Virgilio Marone|Virgilio]] che non perda tempo per essere già passato il mezzodì, ed avervi molte altre cose da vedere; le parole di Virgilio son queste:
::» È da partir, che tutto avem veduto.»
 
Che ora si vuol qua indicare? Il finir dei crepuscoli vespertini, ed il cominciar della notte, erano dunque sui primi di aprile ore 7 1/2½ poemridiane all'incirca. Il Giannotti da questo centro infernale alla superficie dell'altro emisfero fa a Dante impiegare dalle presenti ore 7 1/2½ pomeridiane fino a passata tutta la notte, e poscia il giorno seguente (che giorno era a noi, ma nell'altro emisfero era notte) e presso all'alba seguente (di là nell'altro emisfero) si trova fuori sulla superficie a vedere:
 
::Lo bel pianeta che ad amar conforta
::Velando i pesci ch'erano in sua scorta.
 
Adunque, secondo il Giannotti dalle ore 7 1/2½ circa pomeridiane del Sabato santo fino alle 3 circa pomeridiane della Domenica di Pasqua, alle quali ore 3 circa pomeridiane del nostro emisfero in Gerusalemme corrisponde l'alba dell'altro emisfero nel Purgatorio antipodo a Gerusalemme; tutte queste 19 ore circa ha impiegato Dante a passare dal centro infernale alla superficie dell'altro emisfero.
 
Il conto del Giannotti par ragionevole sul testo di Dante quale apparisce così all'ingrosso; conciossiachè se di qua dal centro infernale, ma poco distante, faceva notte nel nostro emisfero ''Ma la notte risurge, ecc.'' per conseguenza reciprocamente di là dal centro infernale agli antipodi nell'altro emisfero faceva giorno. E se nel nostro emisfero era già tramontato il Sole (per una ipotesi) sull'orizzonte di Gerusalemme in quel punto che Dante diceva ''Già la notte risurge, ecc.'' in quel punto medesimo sull'orizzonte antipodo doveva e cenverso il Sole già essere nato, cioè nel monte del Purgatorio; ma passa Dante dal centro infernale, e vi trova le ore 1 1/2½ antimeridiane nel fine della Giudecca, onde dice ''E già il sole a mezza terza riede''. Così spiego io ''a mezza terza'', ma da altri si interpreta ore 1 1/2½ dopo levato il Sole; ma peggio; conciossiachè poi consecutivamente vi trova Venere che scintillava nel cielo e velava i pesci, nella cui costellazione era:
 
::Lo bel pianeta che ad amar conforta
:::::[[Divina Commedia/Inferno/Canto XXXI|Canto XXXI, ''Inferni'']].
 
Il Sole dunque era già tramontato fino da allora: e la luce non era omai più che dei soli crepuscoli vespertini. Adunque questo momento, che dice il Poeta ''Ma la notte risurge, ecc.'' credo che sia sul terminare eziando dei crepuscoli, almeno un'ora dopo il tramonto del Sole, ore 7 1/2½ poemeridiane. Ma nota bene che questo è da intendere non già secondo l'orizzonte sensibile e vero di Gerusalemme, sì secondo l'orizzonte razionale del centro terraqueo; e dall'uno orizzonte sensibile della superficie di Gerusalemme all'altro orizzonte razionale del centro terraqueo la differenza nelle ore è niente meno che mezzo il quadrante. Se qua dunque coll'orizzonte del centro sono le ore 7 1/2½ di sera, ossia più che un'ora dal tramonto del sole, sull'orizzonte sensibile corrispondente di Gerusalemme è troppo altra cosa, quale si può computare col calcolo.
 
Ma tiriamo innanzi sul fatto, che a questo punto sono le 7 1/2½ di sera, un'ora circa dopo il tramonto, adunque di là dal centro, nel punto correspettivo ad eguale distanza dal centro, nel punto correspettivo ad eguale distanza dal centro, essendo antipodo a questo da noi ragionato, ''Ma la notte risurge, ecc.'' come qua si fa notte colà si fa giorno; anzi come abbiamo noi computato che qua fosse il Sole già tramontato da un'ora circa, nel punto antipodo sarà nato il Sole da un'ora circa.
 
Or bisogna porre ben mente, cioè ricordarsi nel computo cosa che tutti sanno, che il Sole da oriente va ad occidente, e però se a questo punto vicino al centro nell'altro emisfero occidentale troviamo che il Sole è nato da un'ora circa, più che ci discostiamo dal centro sul raggio per l'occidente per alla volta del Purgatorio di Dante, il Sole aveva ancora da nascere, e tanto più indugia a nascere quanto più procediamo verso la superficie del Purgatorio. Dante procede sul raggio suddetto per entro alla tomba di Lucifero, ed esce dall'altra parte della Giudecca infernale, e spuntandone fuori esce a dire:
::E già il sole a mezza terza riede.
 
Restava da fare la via della buca infernale fino alla superficie dell'altro emisfero. A che ora siamo? A ''mezza terza''. La ''terza'' può secondo lo stile Dantesco essere o le tre ore da mezza notte in su, o le tre ore dal nascere del Sole retrocedendo verso mezza notte; e nel secondo caso ai primi di aprile, che nasce il sole a 5 1/2½ circa, la mezza terza sarebbe alle ore 4 antemeridiane. Ma così non può essere qua, conciossiachè troveremo dopo questo tempo delle ore 4 antemeridiane il pianeta Venere, che precede l'alba, la quale ai primi di aprile è certo prima delle 4 antemeridiane, di che dopo le ore 4 antemeridiane si troverebbe le 3 1/2½ circa con Venere, ed è un assurdo.
 
Dunque la ''mezza terza'' è da intendere nell'altro modo, cioè le tre ore da mezzanotte in su, onde il verso ''E già il sole a mezza terza riede'' vuole indicare le ore 1 1/2½ antemeridiane.
 
Dante prosegue il cammino mettendosi per entro alla buca infernale:
::E quindi uscimmo a riveder le stelle.
 
A che ora siamo? Certo prima che comparisca Venere in cielo, la quale è descritta poi ([[Divina Commedia/Purgatorio/Canto I|Purg. c. I]]), ma certo dopo le ore 1 1/2½ antemeridiane e prima delle 3 antemeridiane, ma dell'altro emisfero occidentale. Siamo circa alle 3 antemeridiane del Purgatorio di Dante, e reciprocamente nel punto antipodo a questo del Purgatorio, ossia sull'orizzonte vero e sensibile di Gerusalemme sono le ore 2 1/2½ dopo il tramonto del Sole, come nel Purgatorio sono 2 1/2½ prima della nascita del Sole; e per conseguenza sull'orizzonte di Gerusalemme sono le ore 9 circa di sera del Sabato santo, mattina agli antipodi nel Purgatorio dove erano Dante e Virgilio. Il Viaggio dunque infernale non è di tre giorni naturali, ma di 26 ore, dalle 7 poemridiane del Venerdì santo alle 9 di sera del Sabato santo.
 
::Darotti un corollario ancor per grazia.
:::::[[Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXVIII|D<small>ANTE</small> Purg. XXVIII]], 136.
 
Con quanta velocità percorse Dante il diametro della terra? L'asse della terra secondo Picard è di 6879 miglia, un raggio dunque sarà di miglia 3439 1/2½ poichè la circonferenza è di miglia 21600.
 
Nel secolo IX il Califfo Al-Mammum ordinò la misura di un grado del meridiano secondo la quale sarebbe la circonferenza terraquea di sole 20340 miglie arabiche di 56 1/2½ al grado. E questa misura fu adottata e tenuta dagli Europei fino al risorgimento delle scienze con Copernico, Keplero, [[Autore:Galileo Galilei|Galilei]], Newton, Leibniz, ecc. Per conseguenza il diametro della terra era allora di miglia 6780, ed il raggio di 3890.
 
In quanto tempo percorse Dante il raggio da Gerusalemme al centro infernale? In 24 ore, cioè dalla sera del Venerdì Santo alla sera del Sabato Santo. E l'altro raggio dal centro infernale alla circonferenza dell'altro emisfero del Purgatorio in quanto tempo il percorse? In 1 1/2½ ore, cioè dalle 7 1/2½ alle ore 9 di sera. Nel fare il primo raggio percorse 3890 miglia in 24 ore, e dal centro infernale alla circonferenza dell'altro emisfero percorse il raggio in 1 1/2½ ore, cioè miglia 3890.
 
Nel primo caso fece dunque Dante all'incirca 162 miglia all'ora; e nel secondo caso fece all'incirca 43 miglia al minuto.
::Con tutto ch'ella volge undici miglia.
 
Finalmente si istituisca un confronto fra le circonferenze di queste due bolge ragionando così: Se la circonferenza della IXa bolgia è il doppio della circonferenza della Xa, dunque la VIIIa sarà il triplo, la VIIa, il quadruplo ecc., e così con questa proporzione si va sino a tutto il I° cerchio, il quale verrà ad avere la circonferenza di miglia 209, così indietreggiando eccoci all'atrio infernale. Il più difficile è qui, ma la difficoltà non è che apparente, conciossiachè basta tornare alla proporzione trovata tra la IXa e la Xa bolgia, la quale era del doppio, cioè di miglia 22 la IXa e di miglia 11 la Xa e così dare all'atrio il doppio della circonferenza del I° cerchio annesso. Con questa proporzione si troverà che se il I° cerchio ha la circonferenza di miglia 209, l'atrio nella sua bocca più alta avrà il doppio di 209 cioè 418. Dissi nella sua bocca più alta, perchè nella parte più bassa, dove si congiunge al I° cerchio ritiene che la proporzione che corre tra il I° II° III° cerchio, ecc., che è l'accrescimento di undici miglia di circonferenza per ogni giro diverso, così che se il primo cerchio era della circonferenza di miglia 209, la parte più bassa dell'atrio, che ad esso si congiunge riesce a miglia 220. Questo sia detto quanto alla circonferenza di tutti i riparti superiori alla Xa bolgia, ma quanto alla circonferenza dei riparti inferiori andando all'ingiù, si ritiene anche qua la medesima proporzione, ma decrescente della metà, come era accrescente della metà andando in su. Salvo che quando siamo allo spazio tra l'ottavo cerchio ed il nono al pozzo dei giganti invece di miglia 5 1/2½ metà di undici, circonferenza della Xa bolgia, si assegnino sole 5 miglia di circonferenza, parrocchè non essendo luogo fatto per abitarvi, ma una semplice scarpa, o rivellino, ragion voleva che fosse di qualche cosa minore; così si ottiene anche un numero rotondo. Fin qui fu detto della circonferenza.
 
Ora diciamo in sunto della profondità dell'Inferno di Dante, la quale ci darà la chiave di un inatteso e bellissimo ritrovato, non conosciuto finora, secondo ch'io credo, onde sbagliano le misure infernali date finor dagli interpreti comunemente. La profondità si desume dallo stesso [[Divina Commedia/Inferno/Canto XXX|Canto XXX]], vers. 87 in quelle parole:
::E men d'un mezzo (''miglio'') di traverso non ci ha.
 
Il traverso, è la profondità da noi detta, perocchè dall'una circonferenza superiore del cono traversava il poeta all'altra circonferenza inferiore. Dante non dà che la profondità, ossia il traverso, o vogliamo anche dir la larghezza, della sola Xa bolgia, ma ciò basta all'uopo, conciossiachè per la larghezza, o diciamola profondità, avvi la stessa proporzione che vedemmo per la circonferenza. Avendoci dunque il Poeta date le proporzioni di due circoli nella IXa e Xa bolgia, bastava che qua ci desse una sola larghezza, ossia profondità, perchè noi subito ne inferissimo le conseguenze, che nella bolgia superiore deve esserci eziando di larghezza il doppio, nella successiva superiore il triplo, ecc. Così retrocedendo si arriva sino al I° cerchio, che ha la larghezza di miglia 9 1/2½ e così invece avanzando al centro della Xa bolgia all'ingiù, sino a Lucifero si trova la larghezza, ovvero la profondità di solo 1/64 di miglio.
 
Resterebbero adesso da sapere due cose. Prima da che sia occupato il sessantaquattresimo di miglio per arrivare al centro che è zero; seconda dimanda: come risulta la prima larghezza, ovvero profondità del solo atrio Infernale, cioè dalla porta infernale fino al primo cerchio? la qual lunghezza, cioè profondità vedremo risultare di miglia 3120. Cosa che parrà pure incredibile, ed è pur vera.
10 684

contributi