Differenze tra le versioni di "Rime (Stampa)/Rime d'amore/II"

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{{Qualità|avz=75%|data=22 settembre 2009|arg=Poesie}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=[[Rime (Stampa)/Rime d'amore|Rime d'amore]]<br/><br/>II|prec=../I|succ=../III}}
 
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<poem>
Era vicino il dì che 'l’l Creatore,
che ne l'altezzal’altezza sua potea restarsi,
in forma umana venne a dimostrarsi,
dal ventre virginal uscendo fore,
quando degnò l'illustrel’illustre mio signore,
per cui ho tanti poi lamenti sparsi,
potendo in luogo più alto annidarsi,
farsi nido e ricetto del mio core.
Ond'ioOnd’io sì rara e sì alta ventura
accolsi lieta; e duolmi sol che tardi
mi fe'fe’ degna di lei l'eternal’eterna cura.
Da indi in qua pensieri e speme e sguardi
volsi a lui tutti, fuor d'ognid’ogni misura
chiaro e gentil, quanto 'l’l sol giri e guardi.
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