Differenze tra le versioni di "Rime (Stampa)/Rime d'amore/CLXXXVIII"

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{{Qualità|avz=75%|data=22 settembre 2009|arg=Poesie}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=[[Rime (Stampa)/Rime d'amore|Rime d'amore]]<br/><br/>CLXXXVIII|prec=../CLXXXVII|succ=../CLXXXIX}}
 
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<poem>
Quasi vago e purpureo giacinto,
che 'n’n verde prato, in piaggia aprica e lieta,
crescendo ai raggi del più bel pianeta,
che lo mantien degli onor suoi dipinto,
sì che mai non si vide tanta pièta,
se di veder gli usati rai gli vieta
nube, che 'l’l sol abbia coperto e cinto;
tal la mia speme, ch'ognorch’ognor s'erges’erge e cresce,
dinanzi a'a’ rai de la beltà infinita,
onde ogni sua virtute e vigor esce.
Ma la ritorna poi fiacca e smarrita
che la sua luce tosto fia sparita.
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