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<poem>
Figlio mio dilettoso, in faccia laude
non con discrezion, sembrame, m'archim’archi;
lauda sua volonter non saggio l'audel’aude,
se tutto laudator giusto ben marchi.
 
Perché laudar te non cor me l'audel’aude,{{r|5}}
tutto che laude merti a laude marchi;
laudando sparte bon del valor laude,
legge orrando di saggi e non di marchi.
 
Ma se, che degno sia, figlio m'acorgom’acorgo,
no amo certo guaire a te dicími,{{r|10}}
ché volonteri a la tua lauda accorgo
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