Differenze tra le versioni di "Lettera a Enrico Onufrio (ottobre 1883)"

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{{Qualità|avz=75%|data=1825 settembreluglio 20082010|arg=lettere}}
<onlyinclude>{{Intestazione
| Nome e cognome dell'autore =Mario Rapisardi
''{{A destra|S.ta Maria di Gesù 7 Ott., 1883.}}''
Carissimo {{AutoreCitato|Enrico Onufrio|amico}},
 
Le manderò il Giobbe nelle bozze di stampa, ma quando saremo agli ultimi fogli; ora, siamo appena al sesto e a leggerlo a pezzi e bocconi non ci proverebbe gusto né potrebbe formarsi un'idea esatta dell'intero. Farò quesa eccezione per lei, che son certo non lo farà vedere ad anima nata: ella sa che si scrive piano fin d'ora la ''Balossardiana'', e mi rincrescerebbe molto che il poema fosse veduto prima d'uscire in luce.
 
La sua collaborazione e quella dell'ottimo {{AutoreCitato|Ragusa Moleti}} non ci mancherà, ne son sicuro; anzi, guardi, porto la fiducia a segno da non dubitare ch'Ella ci farà avere uno scritto entro il prossimo novembre: che il giornale al più tardi vedrebbe la luce in Dicembre.
 
E qualche cosa ci manderà anche il Ragusa, a cui, per suo mezzo, mi rivolgo io e gli amici sin da ora, e al quale, se occorre, scriveremo direttamente; sebbene io creda che il gentile poeta non tenga molto alle formalità, e questo invito ami­chevole gli basti. Me lo ringrazi a ogni modo della poetica prosa su le tradizioni popolari, ch'ebbe la gentilezza di regalarmi; ed ella, egregio amico, ''s' abbia una cordiale stretta di mano dal suo Rapisardi''
''Rapisardi''
 
[[Categoria:Testi-L]]
[[Categoria:Opere letterarie del 1883]]
[[Categoria:Lettere]]
 
 
 
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