Differenze tra le versioni di "Mantova e Urbino/1490-1501"

nessun oggetto della modifica
Ill<sup>me</sup> D<sup>ne</sup> mi max. hon. - Non potrei exprimere quanta consolatione et piacere habbia presa della nata figliuola ad V. Ill.<sup>ma</sup> S., nè quanto io me li reputi obligato degnandosi quella per ineffabile sua benignità da servitore assumermi in suo compatre. Alla quale solemnità, se come serìa mio debito et desiderio, non serò presente excusimi appresso V.S. la mala valitudine, che per occasione di scesa calda et sottile con una febbre accidentale continua m'ha distenuto in casa dall'entrata del mese in quà. Della quale benchè per gratia de Dio sia alquanto alleggerito, et ogni segno tenda ad liberatione et bona fine, pure per esser la infermità contratta di verno in questa aria sottile contraria alle scese, mi serà necessario stare in buona guardia bon spatio di giorni. Ma quello che non potrò io penso satisfaccia Gioanni mio unico fratello, al quale scriverò che doppo il votivo cammino di S.M. dell'Oreto ove al presente si ritrova pigli la volta di Mantua. Il che ad epso serà car.<sup>mo</sup> per far suo debito et per vedere le vostre regione; nè io potrei substituire vicario più ad me adherente, nè ad V.S. più caro et accepto. Ringrazio summamente V.S. dello avviso et della assumptione, pregando N.S. Dio ve ne conceda de maschij, et della presente figliuola vi doni quella contentezza che la S.V. desidera. Così la supplico si degni raccomandarmi et offerire alla Ill<sup>ma</sup> sua consorte mia hon.<sup>da</sup> madonna et comatre.
 
Del ritratto al naturale della città di Parigi se è con ogni diligentia investigato, nè si truova in Fiorenza chi lo habbia; di che per amore di V.S. mi dispiace assai. Agnolo del Tovaglia vostro servitore ha tolto carico scriverne al suo cugnato, et io ancora per questa causa ad altri amici mei ne scriverò me lo mandino per il primo corrieri, et ad V.S. subito che lo haremo se invierà. Alla quale m'offero parat.</divsup>mo</refsup> se in altra cosa posso compiacerli, quam Deus ex sententia fortunare dignetur.
 
Flor. die <small>XVI</small> jan. 1498 (st. fiorent.; st. com. 1494).
 
E.V.D.
 
S<sup>r</sup> Laurentius de Medicis.</div></ref>
{{Sezione note}}
Utente anonimo