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che l'ira. Non si deve essere nè predone nè preda; nè pietoso nè crudele. Quello ha l'animo troppo molle, questo troppo duro: il sapiente ha da essere temperato. Alle azioni forti usi non l'ira, ma la forza (''vim'')<ref>Sen. ''de ira'' ib. 17, 2.</ref>. E quì Dante correggeva: proprio l'ira, che è la cote della fortezza o il ''calcar'' della virtù. Senz'ira non si può entrare in Dite, esclama Virgilio. "I gladiatori scherma l'arte, espone (''denudat'') l'ira... Che mai levò di mezzo quel rovescio di Cimbri e
 
che l'ira. Non si deve essere nè predone nè preda; nè pietoso nè crudele. Quello ha l'animo troppo molle, questo troppo duro: il sapiente ha da essere temperato. Alle azioni forti usi non l'ira, ma la forza (''vim'')<ref>Sen. ''de ira'' ib. 17, 2.</ref>. E quì Dante correggeva: proprio l'ira, che è la cote della fortezza o il ''calcar'' della virtù. Senz'ira non si può entrare in Dite, esclama Virgilio. "I gladiatori scherma l'arte, espone (''denudat'') l'ira... Che mai levò di mezzo quel rovescio di Cimbri e
Teutoni venutici di su l'Alpi... se non ciò che avevano ira per valore?"<ref>id. ib. n.1 11. ''Calcar virtutis'' trovava Dante ivi III 3, 1.</ref>. Quest'ira dei Cimbri e dei Teutoni mi sa dell'<ref>Par. VI 49 segg.</ref>
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Teutoni venutici di su l'Alpi... se non ciò che avevano ira per valore?"<ref>id. ib. n.1 11. ''Calcar virtutis'' trovava Dante ivi III 3, 1.</ref>. Quest'ira dei Cimbri e dei Teutoni mi sa dell'<ref>{{TestoCitato|Divina Commedia/Paradiso/Canto VI#48|Par. VI 49}}segg.</ref>
 
{{ms|font=0.7pc}}<poem>orgoglio degli Arabi
 
{{ms|font=0.7pc}}<poem>orgoglio degli Arabi
 
che diretro ad Annibale passaro
 
che diretro ad Annibale passaro
Utente anonimo