Differenze tra le versioni di "Fermo e Lucia/Tomo Quarto/Cap VIII"

m
Conversione intestazione / correzione capitolo by Alebot
m
m (Conversione intestazione / correzione capitolo by Alebot)
{{Qualità|avz=75%|data=9 novembre 2008|arg=Romanzi}}{{IntestazioneIncludiIntestazione|sottotitolo=[[Fermo letteraturae Lucia/Tomo Quarto|Tomo Quarto]] - Capitolo Ottavo}}
{{capitolo
|Nome e cognome dell'autore=Alessandro Manzoni
| CapitoloPrecedente = Capitolo VII
|Titolo=Fermo e Lucia
| NomePaginaCapitoloPrecedente = Fermo e Lucia/Tomo Quarto../Cap VII
|Iniziale del titolo=F
| CapitoloSuccessivo = Capitolo IX
|Nome della pagina principale=Fermo e Lucia
| NomePaginaCapitoloSuccessivo = Fermo e Lucia/Tomo Quarto../Cap IX
|Eventuale titolo della sezione o del capitolo=[[Fermo e Lucia/Tomo Quarto|Tomo Quarto]] - Capitolo Ottavo
|Anno di pubblicazione=
|Secolo di pubblicazione=XIX secolo
|Il testo è una traduzione?=no
|Lingua originale del testo=
|Nome e cognome del traduttore=
|Anno di traduzione=
|Secolo di traduzione=
|Abbiamo la versione cartacea a fronte?=no
|URL della versione cartacea a fronte=
}}
{{Capitolo
| CapitoloPrecedente = Capitolo VII
| NomePaginaCapitoloPrecedente = Fermo e Lucia/Tomo Quarto/Cap VII
| CapitoloSuccessivo = Capitolo IX
| NomePaginaCapitoloSuccessivo = Fermo e Lucia/Tomo Quarto/Cap IX
}}
All'intorno del picciolo tempio v'era un picciolo spazio sgombro di capanne, e Fermo giungendovi, lo vide occupato da una folla distinta in ragazzi, in donne, e in uomini, tutti composti e in gran silenzio, fra il quale si udiva distintamente una voce alta ed oratoria che veniva dal tempio. Questo, elevato d'alcuni gradi al disopra del suolo, non aveva allora altro sostegno che le colonne disposte in circolo; nel mezzo v'era un altare che si poteva vedere da tutti i punti del lazzeretto, per mezzo agli intercolunnj vuoti, che in oggi sono murati. Ritto, su la predella dell'altare stava un capuccino, alto della persona, fra la virilità, e la vecchiezza; teneva con la destra una croce posata al suolo che gli sopravvanzava il capo di tutto il traverso; e con l'altra mano accompagnava di gesti il discorso che andava facendo. Era questi il Padre Felice sopraintendente del Lazzeretto. Fermo, giunto sull'orlo di quella adunanza avrebbe voluto avanzarsi a trascorrerla, e cercare ciò che gli stava a cuore; ma senza contare un altro capuccino che, con un aspetto tanto severo anzi burbero, quanto quello dell'oratore era pietoso, stava ritto in mezzo alla brigata per tener l'ordine; quella quiete generale, quell'attento silenzio, e quella unica voce bastarono ad avvertire il nostro ansioso che ogni movimento sarebbe stato in quel luogo scompiglio, e irriverenza. Stette egli dunque alla estremità della brigata ad aspettare, e udì la perorazione di quel singolare oratore.
 
Queste parole che rinchiudevano come un presentimento, e un tristo addio, rinnovarono nell'animo di Lucia l'impressione dolorosa che le aveva prodotta l'aspetto di chi le proferiva. Levò ella gli occhi quasi involontariamente, tutta commossa, a riguardarlo di nuovo; ma insieme con l'oggetto che cercava il suo sguardo un altro inaspettato le se ne offerse su la porta della capanna, alla vista del quale ella mandò uno strido repentino. Tutti gli occhi si rivolsero a quella parte donde le era venuta quella subita commozione.
{{Capitolocapitolo
| CapitoloPrecedente = Capitolo VII
| NomePaginaCapitoloPrecedente = Fermo e Lucia/Tomo Quarto../Cap VII
| CapitoloSuccessivo = Capitolo IX
| NomePaginaCapitoloSuccessivo = Fermo e Lucia/Tomo Quarto../Cap IX
}}
362 077

contributi