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{{ZbPensiero|4044/3}} Λαιὸς - ''lae-v-us'' (9 marzo 1824).σκαιός - ''scae-v-us''.
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{{ZbPensiero|4044/4}} Λαιὸς - ''lae-v-us'' (9 marzo 1824).σκαιός - ''scae-v-us''.
   
   
{{ZbPensiero|4044/4}} Al detto altrove dei verbali in ''bilis'' in ''ilis'' ec. ec. si aggiungano quelli formati da essi in ''ilitas, bilitas'', e altri generi, siano del buono o del barbaro latino o delle lingue moderne, sia che i verbali da cui essi sono formati sieno individualmente noti o ignoti ec. ec., sia pure che tali nomi sostantivi verbali, derivino immediatamente dai verbi, e in tal caso bisogna vedere da che voce dei verbi e in che modo, secondo i rispettivi generi d’essi verbali (10 marzo. 1824).
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{{ZbPensiero|4044/5}} Al detto altrove dei verbali in ''bilis'' in ''ilis'' ec. ec. si aggiungano quelli formati da essi in ''ilitas, bilitas'', e altri generi, siano del buono o del barbaro latino o delle lingue moderne, sia che i verbali da cui essi sono formati sieno individualmente noti o ignoti ec. ec., sia pure che tali nomi sostantivi verbali, derivino immediatamente dai verbi, e in tal caso bisogna vedere da che voce dei verbi e in che modo, secondo i rispettivi generi d’essi verbali (10 marzo. 1824).
   
   
{{ZbPensiero|4044/5}} Al capoverso 2. di questa pagina. Anche nella lega di Cambrai contro i Veneziani fu presa per pretesto, o maggior coonestazione, secondo l’uso di quelli e de’ passati tempi, il voler far guerra contro i Turchi. Vedi il Guicc. t. II, p. 180. e quivi le note, e p. 186. sulla fine. Ed è notabile in questo caso tanto piú questo pretesto, quanto per distruggere i Veneziani allegavano la necessità di farlo a volere opprimere i Turchi, de’ quali i Veneziani erano i maggiori nemici, e quelli che avevano avuti seco maggiori guerre (come pur n’ebbero appresso), e fatti loro e riportatine maggiori danni (10 marzo. 1824). Vedi p. {{ZbLink|4073}}.
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{{ZbPensiero|4044/6}} Al capoverso 2. di questa pagina. Anche nella lega di Cambrai contro i Veneziani fu presa per pretesto, o maggior coonestazione, secondo l’uso di quelli e de’ passati tempi, il voler far guerra contro i Turchi. Vedi il Guicc. t. II, p. 180. e quivi le note, e p. 186. sulla fine. Ed è notabile in questo caso tanto piú questo pretesto, quanto per distruggere i Veneziani allegavano la necessità di farlo a volere opprimere i Turchi, de’ quali i Veneziani erano i maggiori nemici, e quelli che avevano avuti seco maggiori guerre (come pur n’ebbero appresso), e fatti loro e riportatine maggiori danni (10 marzo. 1824). Vedi p. {{ZbLink|4073}}.
   
   
{{ZbPensiero|4044/6}} ''Non ne fece altro'' per ''non ne fece nulla; non se ne fece altro; non se ne farà, se ne fa altro''; modi consueti del nostro favellare. ''Non volle farne altro cioè nulla'': nelle note al Guicciard. t. II, p. 183.191.363 (10 marzo. 1824).
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{{ZbPensiero|4044/7}} ''Non ne fece altro'' per ''non ne fece nulla; non se ne fece altro; non se ne farà, se ne fa altro''; modi consueti del nostro favellare. ''Non volle farne altro cioè nulla'': nelle note al Guicciard. t. II, p. 183.191.363 (10 marzo. 1824).
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