Differenze tra le versioni di "In lotta con la nevrosi"

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Ora vedono cose belle
e grandi.
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'''Mori (Tn), 9 agosto 1989'''
 
'''Oltre le nubi'''
<poem>
Tutto mi si cambia
dentro,
stando in tua compagnia.
Il cielo
risplende sereno,
oltre le nubi.
Muovo un passo dietro l’altro
con calma,
senza esigere troppo.
Anche la vetta più ardua
è accessibile.
Ieri non lo era.
E’ bello
guardare lontano.
Colorare di luce la vita,
in tua compagnia.
</poem>
 
 
'''Limone sul Garda (Bs)'''
 
'''La notte'''
<poem>
Fuori c’è la luna,
si culla sul lago
in un mare
di luce.
Gli alti cipressi
svettano
sul ripido pendio.
La notte nera
è
punteggiata di stelle.
Fate, spiriti,
dolci presenze
tengono in mano
la mia piccola dimora.
</poem>
 
 
'''5 Novembre 1989'''
 
'''Una luce'''
<poem>
Non spegnerla,
grande Dio.
E’ una sola,
lo so.
Per me
è una speranza, però.
Mi apre il cuore,
altrimenti
si spezzerebbe
nell’aspra solitudine.
Han fatto i loro affari.
Sono partiti
sazi, opulenti.
Almeno
tengano accesa
là nel giardino
quella luce per me,
grande Dio.
</poem>
 
 
'''Lo scopo per cui sono qui'''
<poem>
Solo.
Nella lunga, torrida
giornata del lago.
Solo.
Mentre ascolto
l’acqua sciacquare
sulla spiaggia
i suoi tormenti.
Solo.
A guardare i gabbiani
volteggiare festosi
le loro ore d’amore.
Pare che tutto mi sia amico,
che tutto mi accolga
con simpatia.
Ogni cosa sembra conoscere
lo scopo
per cui sono qui:
ritrovare pace.
</poem>
 
 
'''Il fagiano'''
<Poem>
Ora ho un compagno:
è un fagiano.
Dalle penne colorate,
bello,
maschio.
Non ha paura di me.
E’ sfuggito ai cacciatori.
Io non sono
come loro.
Non gli farò
del male.
Mi si accovaccia vicino.
Come fossi suo amico,
sua difesa.
Per lui sono importante.
</poem>
 
 
'''Il pettirosso'''
<poem>
Quant’è simpatico
il pettirosso
che bussa
alla mia finestra.
Prima,
avverte
con un lieve pigolio.
Poi,
col becco bussa.
Insiste
più e più volte.
Finché non lo osservo
e gli getto
briciole di pane.
Chi l’ha mandato?
Uno
che vuole stemperare
la mia solitudine.
</poem>
 
 
'''La viola'''
<poem>
Incredibile!
Nella morsa del freddo
è spuntata orgogliosa
una piccola viola.
E’ un messaggio
per me,
un segno:
il gelo
non spegne la vita.
Sono più forti
il coraggio,
la speranza,
di ogni catena di morte.
Anch’io rifiorirò.
Anche se sembra impossibile.
</poem>
 
 
'''CONFIDENZE A CHI SI VUOL BENE'''
<poem>
Sii forte,
amore mio.
La tua stanchezza,
il tuo corpo
che sembra invecchiare,
sono solo paure.
Di non essere nel giusto,
di stare fuori posto.
Forse non hai mai provato
essere nel tuo posto.
Mai hai tentato
il tuo giusto modo.
Ora, invece, tenti il modo
e provi il posto,
quello tuo.
E le paure che nascondevi
ti mordono
ti stancano
ti invecchiano.
Non cedere mai.
Assumiti
la dura divina
responsabilità
di essere dove sei
e di volere quello che vuoi.
Ce la farai.
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'''Sul golfo di Salò'''
<poem>
Sorge il sole.
La luce
si spande sul lago.
Le lievi onde,
in mille dondolii,
la portano lontano.
Sbatte sulle case,
si infrange sui vetri.
Fa risalire la danza della vita
dal buio della notte.
La luce bussa
anche al mio cuore:
“Scuotiti. E’ ora di vivere”.
</poem>
 
 
'''La mia piccola dimora'''
<poem>
Ogni angolo della mia casa
mi è dolce.
Qui ho sofferto,
là ho stretto i denti.
Dovunque
ho messo
un pezzo di mosaico
della mia vita.
Lì il tepore
della legna al fuoco.
Là le poltrone del salotto
con l’orsachiotto
dallo sguardo smorto.
I posters alle pareti.
Dalle profondità
del mio essere
ripesco
la bellezza di ogni cosa.
Lì, tutto ha un senso,
tutto è ricamato
come
per una stanza
in cui l’uomo ama la sua donna.
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'''Copro le viole'''
<poem>
Copro le viole
con un delicato panno
perché non perdano
nella notte
il calore del giorno.
Domani
ungeranno ancora
il mio corpo
di delicato profumo.
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